Trapano ad archetto
Accendere un fuoco per frizione
modificato il 29.11.2016

In questa sezione fornisco alcune indicazioni per utilizzare con profitto la tecnica di accensione di un fuoco utilizzando il trapano ad archetto.
Il contenuto di questa pagina è fruibile anche in video su YouTUBE:

Il materiale necessario

TAVOLETTA o BASE - La polvere di legna carbonizzata con cui sarà prodotta la brace si sviluppa per frizione dal legno della tavoletta di legno, detta anche base.
Questa assicella deve essere larga almeno due dita, spessa un dito, e lunga due palmi, misurati con dita estese.
La tavoletta deve essere di un legno tenero come il piolo (in genere si ricava il tutto da un unico ciocco) o se possibile più tenero. Il legno ideale è tale da poterne incidere la superficie con l'unghia del pollice.

TRAPANO, detto anche PIOLO o FUSO - Il piolo dovrà essere dritto come una freccia, avrà il diametro pari alla dimensione del proprio pollice e lunghezza pari a quella del proprio palmo con dita completamente estese (orientativamente, 20 centimetri).
L'estremità che sarà rivolta verso l'impugnatura dovrà essere affusolata e appuntita per ridurre al minimo l'attrito, mentre l'estremità che poggerà sulla tavoletta sarà arrotondata e smussata proprio per aumentarne l'attrito.

ARCHETTO - Il bastone dell'archetto avrà una lunghezza pari alla distanza tra l'ascella a la punta delle dita (mediamente dovrebbe essere di 90 cemtimetri). Deve essere leggermente curvo e possedere un minimo di flessibilità.
È più facile armare l'archetto se possiede una forcella ad un'estremità.
Sono da evitare i legni verdi perché troppo flessibili.

IMPUGNATURA o CAPSULA - L'impugnatura deve poter essere tenuta comodamente nel palmo della propria mano e serve per applicare una pressione verso il basso sul fuso mentre si genera attrito sulla tavoletta di base.
Per realizzare questo attrezzo si possono usare pietre, ossa, conchiglie e legno duro.
La durezza del legno di questo accessorio deve essere maggiore di quella piolo perché deve surriscaldarsi il meno possibile.
Sulla capsula di legno si produce una piccola scanalatura a conca al centro, utile per ospitare la punta del piolo e ridurne al minimo l'attrito.

ESCA - L'esca è l'elemento essenziale dell'accensione di un fuoco. È utilizzata per attizzare la brace prodotto per attrito e far divampare una fiamma pilota.
L'insieme degli elementi che compongono un'esca devono essere triturati finemente ed assomigliare ad un nido di uccello, dalle dimensioni non più grosse del proprio pugno.
È indispensabile una corretta proporzione tra materiali soffici-lanuginosi e fibrosi: si deve utilizzare 1/3 di prodotto soffice e 2/3 di materiale fibroso.
Sotto la dicitura fibroso si trova la corteccia di ginepro o di betulla confricate. Per quanto riguarda la parte soffice è possibile ricorrere ai filamenti di Tifa (Typha angustifolia o Lisca maggiore), alla lanugine di garza che si forma nelle tasche, all'erba secca ben confricata assieme a foglie e/o aghi di pino assolutamente secchi.
Il nido deve essere ben saldo ma non compatto, realizzato tenendo i materiali più grossolani all'esterno, mentre man mano che si procede verso il cuore trovano posto i prodotti via via più fini. Il particolato più polveroso in assoluto dovrà essere piazzato al centro esatto e sarà il punto su cui poggiare la brace.
I materiali soffici ospitano la brace, quelli fibrosi sono responsabili del mantenimento della fiamma pilota.

VASSOIO PER LA BRACE e la polvere di carbone - Deve essere piazzato al di sotto della tavoletta in modo che intercetti la polvere di carbone che poi si trasformerà in brace per essere deposta all'interno del nido.
Va bene qualunque oggetto piatto e asciutto. L'ideale sarebbe un pezzo di corteccia ben secca.

I legni migliori da usare per costruire un trapano ad archetto idoneo ad accendere un fuoco sono:

Ontano, betulla, clematide, sambuco, olmo, nocciolo, edera, tiglio, quercia, pino, Pioppo, sicomoro, salice e ippocastano.

Edera e Ontano sono considerati i migliori ma, al di la della possibile disponibilità, il legno ideale rimane sempre quello secco e non marcio (il legno marcio e secco è stato trasformato da funghi e batteri e/o artropodi, pertanto non produce il tipo corretto di polvere di carbone).
Se il legno contiene sostanze volatili, come resine o catrami, queste possono evaporare durante la frizione e ridurre il calore generato.
Un legno troppo tenero potrebbe disintegrarsi e sgretolarsi invece di produrre la polvere di carbone.

Fase preliminare

È necessario produrne un incavo appena marcato sulla base di legno, usando coltello, ad una distanza dal bordo di poco inferiore al diametro del piolo. Questa tacca dovrà essere prossima ad uno degli estremi della tavoletta, in modo che rimanga spazio sufficiente per poterla tenere ferma con un piede piazzato sopra.
Inserisci una foglia verde piegata in quattro nella cavità della capsula (riduce l'attrito).
Se sei destro, dovrai impugnare l'archetto con questa mano e le successive operazioni saranno condotte di conseguenza.
Posiziona la tavoletta in piano, sul terreno, in modo che sia stabile.
Poggia il piede sinistro sulla tavoletta, in modo che l'alluce sia prossimo alla tacca che vi hai scavato.
Il ginocchio destro sarà poggiato al suolo e ti siederai sul tallone del piede destro.
La gamba destra piegata, dovrebbe risultare parallela alla tavoletta.
Carica il piolo avvolgendogli la corda con una volta tonda, facendo in modo che il bastoncino resti all'esterno dell'arco. Un piolo è caricato perfettamente se, lasciato andare, ruota ed è proiettato via. Quindi, più la corda stringe il piolo, meglio è, senza però raggiungere il limite di rottura dell'archetto. Tieni ben fermo il piolo con la mano destra.
Ora devi fare in modo che l'interno del gomito del braccio sinistro serri la tibia sinistra, in questo modo sarà possibile assorbire meglio le sollecitazioni dovute al movimento alternato dell'archetto.
Tenendo fermo il piolo caricato nella mano destra, piazza la parte terminale bassa nella tacca scavata sulla tavoletta e poi inserisci con la mano sinistra la capsula sulla parte appuntita, applicando una buona pressione per evitare che il momento torcente della corda espella il trapano.
Lascia il piolo e tieni l'archetto.
Esiste un test per verificare se il carico dell'archetto è buono: lascialo andare; questi dovrebbe puntare verso l'alto. Se dovesse puntare verso il basso, vuol dire che hai sbagliato ad effettuare la volta tonda, o è troppo lasco il cavo. Scarica lo strumento e riarmalo nel modo corretto.
Quando la verifica fornisce esito positivo, afferra sia l'arco, sia la corda con la mano destra (se sei destro), così durante il lavoro, se servirà, potrai aumentare o diminuire la tensione della corda con la tua presa.
Inizia a muovere lentamente l'archetto avanti e indietro, usando tutta l'estensione possibile.
Accelera il moto e premi con decisione sulla capsula fintato che inizia a formarsi del fumo. A questo punto i fori sulla tavoletta e sulla capsula (se di legno) saranno perfettamente adattati al piolo.
A questo punto fermati.
Prendi la tavoletta e produci un taglio a V con angolo di 45° dal lato della base sino al cuore del foro scavato dal piolo; durante il taglio devi fare in modo che si formi una scanalatura con profili a V rovesciati. In questa scanalatura a V con profili rovesciati andrà ad insinuarsi la polvere nera, che successivamente si trasformerà in brace.
La parte appuntita dell'estremità affusolata del piolo avrà consumato l'erba e asportato legno sufficiente a creare un recesso, in grado di ospitarla nella capsula.
Devi pulire l'incavo dalla polvere di carbone, lubrificare con sapone, cera, aghi di pino o linfa di pino.
Il recesso può essere lubrificato anche con il grasso della propria pelle (capelli e viso) o addirittura con il cerume delle orecchie.

Produrre la brace e accendere il fuoco

Piazza un pezzo di corteccia asciutta sotto i bordi della scanalatura a V, in questo modo la polvere prodotta per frizione vi si depositerà e poi si trasformerà in brace; la corteccia di betulla è ideale a questo scopo.
Il primo passo è produrre la polvere di legna: trapana lentamente e con costanza, applicando una pressione decisa e stabile fintanto che la parte inferiore del piolo inizia a fumare. Mantieni la produzione di fumo al minimo mentre la polvere inizia ad accumularsi nella scanalatura.
La polvere è un ottimo indicatore di come stai procedendo, infatti lo scopo di questa fase è quello di produrre una polvere di colore marrone scuro/nera dalla consistenza pelosa/lanugginosa.

Quando colore e consistenza sono corretti e la polvere di accumula sotto la scanalatura a forma di V, prosegui fino al completo riempimento.
A questo punto premi forte sull'impugnatura e accelera il movimento dell'archetto fino a che non si leva un fumo denso.
Questo è il modo con cui si surriscalda la polvere sotto la fenditura e la si trasforma in brace.
Se non si produce fumo a sufficienza, aumenta la pressione. Continua fino a che il fumo prodotto è molto denso.
Quando il fumo proviene dalla polvere accumulata, fermati pian paino, non di colpo. Rogli il piolo tieni la tavoletta ferma con una mano e quindi solleva il piede, cercando di non spostare il legno.
Controlla se la polvere di carbone fuma ancora.
In caso contrario, elimina la polvere e riprendi il processo da capo.
Se fuma, utilizza il coltello per sollevare e rimuovere molto lentamente la tavoletta, in modo che la brace resti al proprio posto, come se fosse una fetta di torta.
NON SOFFIARE; se lo farai, tutta la polvere di carbone sarà spazzata via e la brace cadrà dal mucchietto.
Sventola con delicatezza con la mano fintanto che non vedi la brace attizzarsi: ci vorrà un attimo.
Puoi spostare la brace attizzata nel nido oppure piazzarvi sopra delicatamente dell'erba ben secca e confricata, felci morte, fieno, eccetera.
Per far cadere la brace nel nido, mantieni una distanza non superiore a due centimetri dal centro.
Soffia gentilmente avvicinando le pareti del nido (o l'esca) alla brace badando di non soffocarla fino a che non prenderà fuoco.


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