Essiccazione ed Essiccatori
Alcune informazioni
19.06.2016

Video dell'articolo su YouTUBE.
L'essiccazione è un metodo naturale per la conservazione del cibo attuato riducendo il contenuto di acqua dagli alimenti.
Il processo di disidratazione graduale permette di mantenere quasi inalterate le caratteristiche organolettiche e nutrizionali dei prodotti di origine vegetale e animale, Ma non finisce qui... È infatti noto che buona parte dei processi ossidativi e di degrado sono mediati da microorganismi e dalla presenza di acqua; la riduzione dei liquidi e l'abbattimento della carica microbica, dovuta al calore, permette una migliore conservazione a lungo termine degli alimenti.
L'essiccazione non è certo una scoperta recente, sono millenni che gli esseri umani disidratano i cibi per produrre scorte, usando il calore dei forni, il sole, il vento, alcune pietre scaldate allo scopo, ma senza andare troppo indietro nel tempo o lontani nello spazio, nel meridione d'Italia o dalle mie parti, in Liguria, il ricorso alla disidratazione è la norma per alcuni preparati alimentari e per quanto riguarda la mia famiglia trattiamo fichi, pomidoro per conservarli sott'olio, l'uva, le mele e i frutti di bosco.
Viene spontaneo chiedere perché, alla luce di quello che ho appena scitto, ricorra ad un essiccatore invece di sfruttare l'energia solare, come del resto si è sempre fatto da almeno cinquemila anni.
Il motivo è il tempo.
Tempo atmosferico e tempo cronologico.
Dove vivo attualmente il clima è diventato troppo variabile ed instabile per consentire, nel tempo cronologico che possiamo dedicare durante il giorno, di avviare e seguire in modo appropriato l'essiccazione di qualsivoglia alimento.

Ciò che trovo utile nell'essiccatore che mostro nelle immagini è la sua capacità di operare senza soluzione di continuità, 24 ore su 24, sette giorni su sette se servisse, senza dovermi preoccupare della mancanza di sole, della presenza delle nebbie mattutine, degli improvvisi piovaschi o di dover ritirare i cestelli durante la notte per evitare la parziale reidratazione dei cibi.
Non solo, dato che opererà in un ambiente meno soggetto alle polveri, rispetto all'aria aperta, avrò un minore apporto di potenziali inquinanti atmosferici e nessuna sgradita visita da parte di animali o insetti.
Insomma, non è tanto il concetto di modernità che vorrei trasparisse, quanto la continuità operativa, che ridurrà in modo drastico i tempi di preparazione e quindi mi permetterà di sfruttare al meglio tutte le eccedenze produttive.
Certo, il ricorso a strumenti di questo tipo ha un costo in termini energetici, ma il modello che vedete possiede una serie di programmi che consentono di operare con consumi accettabili.
Il consumo massimo è di 550W, in genere previsto per l'essiccazione della carne sgrassata, ma in genere la potenza richiesta varia dai 15 W ai 350 W.
Il motore termoventilante è riposizionabile e produce un flusso orizzontale d'aria fredda o calda; rispetto ai modelli a flusso verticale, l'aria che viene spinta lungo la camera verso la griglia di sfogo, che si trova sul lato opposto, dovrebbe permettere una disidratazione più uniforme perché l'umidità non è trasferita da un piano all'altro, come avviene per forza di cose con un flusso verticale.
Nella remota ipotesi che l'essiccazione non fosse uniforme, posso sempre ruotare di 180 gradi i cestelli interessati oppure spostare il gruppo termoventilante.

L'essiccatore ha 7 programmi pre impostati più 5 manuali che possono essere combinati, per offrire una gamma estremamente ampia di possibilità d'intervento sui cibi.
Il corpo e le slitte sono in acciaio inossidabile, i 5 cestelli di essiccazione e le griglie di flusso sono in plastica.
È possibile acquistare modelli con cestelli in acciaio, oppure corpo e cestelli solo in plastica, esistono modelli più grossi… Insomma ce n'è per tutte le tasche ed esigenze.

Sono certo che qualcuno vorrà propormi l'uso di un essiccatore convettivo a pannelli fotoassorbenti.
Sono d'accordo che sia una cosa fattibile ed intelligente, tant'è che, su progetto pubblicato da un decrescitore, ho costruito anni addietro un modello con cartone ondulato ad alta densità e posso dire che hanno una buona resa in presenza di forte insolazione, ma sono estremamente soggetti alle bizze del clima con un calo repentino di rendimento in mancanza di sole.

Anche ricorrendo all'inserimento di pietre nella camera calda (quella che sta immediatamente sotto la griglia di essiccazione), per creare un effetto tampone, non sono riuscito ad ottenere risultati eccellenti per processi di essiccazione che richiedano tempi medio-lunghi, proprio perché non potevo (e non posso) seguire con continuità il processo.
Intendiamoci, gli essiccatori convettivi non consumano e vanno benissimo per i climi caldi, ma sono decisamente scadenti quando due volte al giorno passano fronti nuvolosi e di notte la temperatura crolla o aumenta improvvisamente l'umidità dell'aria e non si è in loco per intervenire.


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