Fornelli pressurizzati e stufette a legna — costruire riciclando
Aggiornato: 24.03.2014

Il fornello pressurizzato

Molto di quello che oggi noi consideriamo "rifiuto" potrebbe diventare uno strumento o un oggetto di estrema utilità. Una coppia di lattine possono essere riutilizzabili per creare un fornello aperto o pressurizzato.
Il progetto originale risale alla fine del 1800 e consisteva di un generatore di gas a doppia parete: un bruciatore ad anello con fori radiali e una camera cilindrica coassiale di preriscaldamento. Un oggetto simile fu brevettato nel 1904 da un ramaio di New York, il signor J. Heinrichs. Oggi, decaduto il brevetto, per creare questo modello sono necessarie solo 2 lattine di bevande da 33ml.

Si prendono due lattine da 33ml. Scartavetrare, con cartavetro da carrozziere, la superficie laterale delle lattine per un'altezza di circa 5 cm in modo da eliminare residui di vernice che possono essere tossici per inalazione con il fornello acceso. Tagliarne il fondo a circa 2,5 - 3 cm.
Il taglio delle due lattine deve essere netto e preciso: ci si può aiutare poggiando la lattina su una base rigida e la lama addosso ad uno spessore (come nell'immagine), oppure un libro con copertina rigida e, premendoci la lattina contro, farla ruotare.
Ruotare la lattina lentamente contro la lama per evitare di ammaccarla. Usare la carta vetrata da carrozziere o qualunque cosa sia abrasivo per smussare i bordi del taglio.

Per completare il fornello tascabile occorre unire le parti ottenute dalle lattine, ma solo dopo aver effettuato un foro da 6 mm sul fondo di una delle due lattine.
Allineare le due metà affacciando le imboccature ricavate con il taglio e premerle contro il più possibile in modo che si incastrino perfettamente. È probabile che si debba scartavetrare un po' il bordo interno della parte superiore che forma la cuffia, per permetterne l'alloggiamento sulla base. È anche possibile incastrare la parte superiore dentro della inferiore sebbene, in questo caso, i vapori di alcool potrebbero uscire dall'intercapedine creata dall'incastro.

L'inserimento dei due fondi di lattina sarà da effettuare con cautela; se il ricettacolo si rompe si deve tagliare un altro fondo di lattina.
È probabile che si debba scartavetrare un po' il bordo interno della parte superiore per fare in modo che scorra sopra le pareti della base.
L'inserimento dei due fondi è un'operazione lunga e delicata perché la latta potrebbe rompersi e richiedere il taglio di un altro fondo.
Per permettere il funzionamento del fornello occorre ora praticare dei piccoli fori intorno al bordo della lattina, che permetteranno ai vapori dell'alcool di bruciare. In media sono necessari circa 16 fori da 0,5 mm per garantire la giusta potenza al fornello.

Il foro da 6 mm praticato sulla conca della parte superiore del fornello serve per inserire il combustibile. Dopo il caricamento il foro deve essere chiuso con una moneta, un disco di metallo o un bullone. La chiusura con un dischetto rappresenta un elemento di sicurezza, casomai i fori praticati non fossero adeguati a sfogare la pressione del gas. Il bullone è più ritentivo di un disco di metallo e sarà utilizzato solo dopo aver verificato che la moneta non sobbalza mai.
Questo bruciatore è molto efficiente, ma non avendo una camera di accensione di deve utilizzare un piattino che sia un paio di cm più largo del bruciatore (ricavare il piattino tagliando opportunamente il fondo di un barattolo di alluminio), nel quale accendere alcuni millilitri di alcool, necessari per avviare il bruciatore. Non appena l'alcool all'interno comincia ad evaporare il bruciatore si avvia ed il calore prodotto dalla fiamma degli ugelli è sufficiente per mantenerlo in funzione.

Note:

Alcune note
Fintanto che si utilizza nell'ambito di un'emergenza limitata nel tempo (o per un bivacco), il fornello ci affranca dalle bombole di gas; l'alcool può essere conservato in piccoli contenitori da 50/150 ml assieme alle razioni giornaliere e pesa meno delle bombole o dei rotoli di carta paraffinata.
Nei casi peggiori, di cui accenno nella sezione "scenari", dove la logistica è un ricordo del passato, resta inteso che si deve trovare il combustibile, ma la latta è veramente leggera e sta tranquillamente nello zaino o nella tasca del giaccone, da tirare fuori non appena la si può utilizzare.
Il contenitore di un succo di frutta in sacca può essere sfruttata, una volta consumato il combustibile, come contenitore d'emergenza, sempre pronto all'uso perché quando è vuoto si può schiacciare e tenere anche nella tasca della camicia.
Se si trova del combustibile per il fornello lo si può tranquillamente travasare all'interno e legare il contenitore allo zaino.
Un barattolo vuoto può essere utilizzato come secchiello per prelevare carburante dalle cisterne: basta praticare due fori dentro cui passare il cordino da roccia/paracadute e calare l'utensile nella cisterna (magari inserendo un peso per permetterle di affondare nel liquido) per prelevare ciò che serve.
Si può ricorrere allo stesso espediente per prelevare acqua dai pozzi o corsi d'acqua difficilmente raggiungibili.

Stufetta a legna

È un sistema estremamente efficiente per bruciare legna traendone il massimo calore per cuocere o cibi o per riscaldare un ambiente, senza fiamme troppo appariscenti.
è necessario procurarsi un barattolo con tappo a pressione (1) che sarà lo schermo ed il paravento, un barattolo di conserva che abbia il diametro uguale all'imboccatura di quello con il tappo a pressione e altezza poco inferiore (2) - dovranno poter essere infilati uno dentro l'altro ed incastrati per formare il bruciatore.
Servirà infine un barattolo di latta basso (3) il cui bordo possa incastrarsi dentro il solco anulare del tappo a pressione e che fungerà da spargifiamma e portapentole.

Prendere la lattina (2) che ospiterà il bruciatore e praticare una serie di fori da 12 mm equidistanti ad 1 o 2 cm dall'imboccatura, quindi 2 file di fori alternati da 9mm lungo una fascia ad 1 cm dal fondo (figura a). È possibile praticare una serie di fori radiali a 5 mm anche sul fondello, per aumentare il tiraggio.
Praticare una serie di fori equidistanti ad 1 o 2 cm dal fondo della tolla che ha funzione di schermo (1) badando di lasciare un'area integra, per dirigerla verso la direzione dell'aria per ridurre la combustione, poi tagliarne il fondo (vedere la figura b).

Es. Se la tolla che fungerà da schermo ha una circonferenza di circa 47 cm (diametro = 15 cm), si possono praticare 10 fori da 12 mm equidistanti (lasciandone, appunto, un'area libera integra). Infilare il fondo del bruciatore nell'imboccatura dello schermo e spingere bene in fondo, fino a che i bordi di entrambe le imboccature non si trovino allo stesso livello.
Ribaltando la struttura si avrà la situazione indicata dalla figura b.
A questo punto la stufa è già pronta e si passa a realizzare il supporto per la pentola/spargifiamma.
Si prende la lattina (3) e si praticano tre file di fori alternati da 9 mm lungo la superficie laterale ed una serie di fori radiali da 9 mm anche sul fondello. Praticare un'apertura a volta che permetterà di migliorare il tiraggio e rimpinguare di legno la stufetta (figura c).
Per accendere la stufa è necessario reperire la legna. La dimensione ideale è quella di pezzetti con il diametro simile a quello di una matita, ma che siano ben secchi.
Vanno bene anche il carbone, le pigne, canne secche, eccetera.
Il riempimento del bruciatore è cruciale: il combustibile va stratificato a pira, ossia alternando il senso di posa del legno. Caricare sino al livello dei fori superiori del bruciatore, senza però coprirli.
Piazzare la stufa su qualcosa che non prenda fuoco, proteggendola dal vento.
Creare un innesco in cima alla pila del combustibile: una piccola palla di paglia, fieno, o erba secca con una leggera copertura di legnetti sottili. Il principio è quello di accendere l'innesco in modo che inizi a carbonizzare lo strato sottostante. Le braci dovrebbero scendere tra la trama dei legnetti accatastati e incendiarli.
Piazzare lo spargifiamma/portapentole nel solco anulare.
La stufa dovrebbe iniziare a tirare dopo circa un minuto dall'accensione del legno, quando i gas di combustione prenderanno fuoco. Quando il fumo diverrà chiaro sarà il momento di poggiare la pignatta sul supporto.
Tenere sempre a portata di mano un lungo bastoncino di legno per attizzare il fuoco, se necessario. Se la pira è stata fatta bene, il fuoco brucerà senza problemi. Quando tutto il legno sarà carbonizzato, si potrà mantenere il fuoco aggiungendo un pezzetto di legna per volta; in questo modo la stufetta dovrà essere continuamente alimentata con aggiunte minime di combustibile.
Sarà necessario trovare il giusto compromesso perché non vi sia troppo fumo o troppo poco; nel primo caso ci sarà poco ossigeno e nel secondo poco gas di combustione per sostenere la fiamma. Per spegnere la stufa è sufficiente togliere il supporto per la pentola e poggiare il coperchio sul bruciatore. La copertura farà consumare lentamente il carbone che si ridurrà a cenere chiara.
È possibile utilizzare una stufa di questo tipo per produrre del carbone di legna (utile come elemento di filtraggio per l'acqua); si devono coprire i fori superiori del bruciatore con della terra, poggiandovi sopra il coperchio.


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