Kit tascabile o EDC
19.02.2013

In questa sezione presento un kit tascabile, la cui realizzazione è stata mutuata a fronte di una chiacchierata tra amici.
La reale utilità di un insieme così etrogeneo è opinabile e discutibile quanto si vuole, si tratta di un gioco di fantasia a cui ho cercato di dare un minimo di attinenza con potenziali usi nella vita di ogni giorno.
Si leggeranno degli esempi specifici, che indicano come abbia utilizzato occasionalmente alcuni degli oggetti.

Ciò che condivido in questo articolo ù un potenziale un kit tascabile, un oggetto che gli americani chiamano EDC, acronimo di Every Day Carry.
Cercherò di fornire alcune indicazioni su quelli che per me sono gli usi più comuni di alcuni oggetti e strumenti, per certi versi anche curiosi. La materia non si esaurisce in queste poche righe: la fantasia di ognuno può trovare gli usi più disparati, qualora decideste di munirvi di un insieme di oggetti simili a quelli che propongo.
Con l'attrezzatura dell'immagine che segue è possibile gestire semplici situazioni contingenti nella vita di ogni giorno, non per forza di cose legate a condizioni di emergenza o sopravvivenza. È bene ricordare che una dotazione minimalista non deve mai sostituire il buon senso.
I quattro oggetti possono stare comodamente nelle tasche dei pantaloni oppure in quelle di una giacca o di un giubbotto, assieme ad un telefono cellulare robusto, possibilmente sempre carico, che ritengo non debba mai mancare.
Questo insieme eterogeneo, ben inteso, è stato pensato per adeguarsi alle mie esigenze personali e di mobilità, legato più che altro ad una visione sul medio-lungo periodo di alcune situazioni che potrei affrontare. Questa premessa perché posso anche ritenere lecita la domanda: "Ma serve, un accrocco del genere?"
Nel mio caso sì, potrebbe servire.
Non vivo in città, dove mi reco solo per lavoro. Magari pochi lo sanno, ma ci sono vaste aree del nostro Paese dove i servizi, che per chi vive in città sono scontati, sono inesistenti. Sovente mi muovo con il vespino oppure in bici per colline, o passo notti in luoghi bui per svolgere l'attività di ricerca sui fenomeni astronomici transitori e ancora, macino decine di chilometri a piedi in mezzo ai boschi, sperimentando il contatto con la natura. Questo modo vivere mi ha portato ad utilizzare con profitto quello che per la maggioranza delle persone che vive nelle città è classificabile come ammasso di paccottiglie. Alcuni di questi amenicoli li ho messi in questo kit, aggiungendovi altro, complice la mia immaginazione ed un po' di fantasia.

Lo strumento multiutensile è soggetto alle leggi dello Stato che regolano detenzione, porto e trasporto di oggetti atti ad arrecare offesa (Vedere Legge 110 del 1975, articolo 4 e delibere della Corte di Cassazione sull'argomento). Utilizzato nei tempi, luoghi e modi consentiti, il fatto non costituisce reato.
Le lame tornano utili per tagliare le cinture di sicurezza quando si bloccano e intrappolano le persone ai sedili. A mio parere è un uso che il legislatore dovrebbe prendere in considerazione, permettendo magari il porto di uno strumento idoneo a questo scopo. Una piccola lama serve per aprire pacchi buste o similari, tagliare spago corda nastro panno o garze, spelare cavi elettrici e che dire del taglio di pane formaggio o salame o dell'uso per sbucciare e tagliare frutta per un pranzo al volo, dopo aver acquistato il cibo alla veloce?
Le lame possono essere utilizzate come temperino, ma anche per aumentare la superficie combustibile di un legnetto. Oppure si possono produrre trucioli o riccioli di legno per creare un'esca utile ad accendere un fuoco. Si possono recidere fiori o erbe officinali o piante edibili selvatiche come il tarassaco o gli asparagi. Una lama permette di tagliare i vestiti per operare su un infortunato, qualora si debba intervenire su un arto senza poter spostare il ferito. Rimanendo nel settore, chi ha una soglia del dolore molto alta e non è impressionabile, può usare la lama, per rimuovere grosse spine o corpi estranei che si siano infilati accidentalmente nella carne. Meglio scaldare un poco la lama con la fiamma dell'accendino, giusto per disinfettarla sommariamente.

Per togliere piccole spine tornano utili le pinzette allocate nel manico o lo spillo nascosto vicino alla vite del leva-turaccioli. Le pinzette sono pur sempre una piccola estensione delle proprie dita e permettono di operare in spazi angusti, magari per recuperare un foglio o un oggetto sufficientemente sottile.
La massa del coltellino multiuso, grazie all'anello di cui è fornito, può essere sfruttata come peso per lanciare un cavo/corda, assicurato con una gassa d'amante.
Il cavatappi stappa una bottiglia per accompagnare il pasto, ma opportunamente avvitato all'interno di un oggetto di densità opportuna, permette di utilizzare il manico del coltello per trasportare piccoli pesi.
L'apriscatole levacapsule viene in aiuto per far saltare i tappi a pressione o quando si rompono gli anelli per l'apertura a strappo delle scatolette di carne, tonno, fagioli, eccetera. Per esperienza, so che non sopporta grosse torsioni, quindi non conviene insistere se il metallo della scatoletta non cede... Per questo ho con me l'attrezzino complementare che vedremo a breve, i cui apriscatole e levacapsule sono molto più efficaci.
I vari cacciavite piatti e Philips, oltre al loro normale utilizzo, possono fungere da leva di modesta entità.
Il piccolo cacciavite con impugnatura elicoidale, normalmente inserito nelle spire del cavatappi, permette di serrare le viti degli occhiali, che tendono ad allentarsi, lasciando cadere le lenti a terra. A me è capitato spesso di dover stringere questo genere di viti negli occhiali da sole.
Per chi pesca, c'è l'attrezzo per sganciare l'amo e squamare il pesce, casomai si pensasse ad un consumo in loco, cosa che ritengo un po' improbabile, più da survivor estremo, per impressionare gli amici, che altro. Ad oggi ho squamato pesci prima d'infilarli nel forno di casa ed utilizzato l'ansa dell'utensile solo per scostare dei fili tra loro, l'ho sfruttato come leva e paletta per agitare lo zucchero in una tazza di acqua calda e fiori di achillea, durante una notte trascorsa nei boschi.
Sulle due facce, il metallo presenta incise due scale, una in centimetri ed una in pollici, in grado di misurare sino a 7,5 centimetri o 3 pollici.
Il gancio può servire per portare un pacco tenuto con un cavo che magari tende a segnare le mani. Ma il gancio può tornare utile per tirare un cordame attraverso un foro o una fenditura o tendere una fune dal diametro contenuto, qualunque sia la necessità.
Il crivello con cruna, oltre che a creare fori nel legno, plastica o nel cuoio, può servire per cucire teli di un certo spessore, così come la pelle conciata. Occorre fare attenzione quando lo si utilizza, perché tende a richiudersi, pinzando le dita.
Le forbici sono piccole, quindi il loro uso è limitato, ma sono affilate e tornano utili per tagliare carta, stoffa, garze, cerotti, piccoli cavi e, naturalmente, le unghie.
Il piccolo segaccio ha denti accuminati e bisogna prestare attenzione quando è aperto. Sono riuscito a tagliare senza problemi rametti sino a 4 centimetri di diametro. Oltre è impresa assai ardua.
L'uso più strano è stato quello di sagomare una sottile lastra di plexiglass acquistata alla spicciolata presso un negozio di bricolage, per sostituire rapidamente un cristallo della portiera dell'auto di una coppia di anziani cui avevano soffiato tutto quello che c'era dentro. Gli ho fissato la protezione con il nastro telato argentato, giusto per tamponare l'emergenza.

La lima per le unghie l'ho utilizzata per smussare sommariamente i profili del taglio del plexiglass, ma il suo scopo è palese e la dimensione non permette di eccedere con usi alternativi, a parte come striscia abrasiva per accendere fiammiferi.
La lente l'ho usata solo una volta per togliere una fastidiosa scaglia di legno dal palmo della mano di mio figlio. È troppo piccola e quindi poco utile per concentrare la luce solare ed accendere un'esca.
Lo scalpellino, una volta aperto, lo si può impugnare come se fosse un crivello. L'ho fruttato come lama di trancia per tagliare con precisione alcune aree di un pezzo di pelle conciata e di cuoio. Anche qui occorre fare attenzione quando si preme, perché tende a richiudersi, pinzando le dita.
Le pinze sono il punto debole di questo attrezzo polivalente, Non si può dire che siano efficaci e in grado di gestire grosse coppie torcenti. Utili per piccole riparazioni su collane, bracciali, cinture, cinturini di orologio, occhiali, cavi elettrici e per serrare o svitare bulloni di dimensioni limitare, al limite per spostare rapidamente una gavetta dal fuoco o limitare il contatto con oggetti ustionanti. La leva applicabile è debole a causa della corta impugnatura.
Il comodo stuzzicadenti in plastica è un aiuto nel dopo pasto, qualora si infili qualcosa di fastidioso tra i denti. Spesso è più efficace dell'uso di uno dei filamenti del cavo (di cui scrivo più avanti).
Nel manico è alloggiato un refil con inchiostro blu, una sorta di penna a sfera minimalista che, alla peggio, permette di scrivere un messaggio o di utilizzarla come uno spillone per tenere fermo qualcosa.
La tocia a LED elettrica torna utile quando i nostri mezzi di trasporto ci piantano in asso di notte, specie dove non è presente alcuna forma d'illuminazione artificiale. Una luce è comunque essenziale in tutte quelle situazioni in cui ci si trova improvvisamente al buio, come nei treni in galleria o durante le tratte notturne, in certi ambienti di lavoro, nei cinema, musei, rifugi di montagna, ostelli e alberghi. Qualora gli impianti d'emergenza fallissero, durante un black-out ci si può trovare nel buio più pesto sia in locali chiusi, sia nel corso di una visita guidata in zone ipogee come grotte, miniere, catacombe e sotterranei di alcune città, ma anche in metropolitana.
Non c'è nulla di peggio del buio per gli attacchi di panico, situazioni dove la gente si comporta a volte come una mandria di bovini senza controllo. Una luce rassicura gli animi e spesso aiuta ad evitare il peggio.
La torcia serve anche per segnalazioni. Per farla lampeggiare basta coprire e scoprire la lampada con una mano ma è anche possibile farla roteare sopra la testa legandola saldamente ad un pezzo di cavo robusto, ottenendo un effetto faro con visibilità a 360 gradi.
Mio figlio la chiede sovente in prestito per leggere in auto nelle sere d'inverno. L'ho spesso utilizzata durante la sostituzione delle lampade dei fari dell'auto in piena notte. Durante lunghe passeggiate per boschi o giri in bici d'inverno, sottovalutando la lunghezza del tracciato, capita di rientrare con il buio e la torcia mi fornisce luce sul sentiero ed un minimo di visibilità sulla strada.
Le batterie possono perdere elettroliti oppure la loro carica nel tempo: assicuratevi che siano sempre efficienti, altrimenti è inutile avere una torcia elettrica.
L'utilizzo più banale che si fa di un accendino è quello di accendere un fuoco, o produrre luce. Accendere una sigaretta a chi lo chiede può servire come momento d'incontro e quando faccio visita alla tomba di mio padre posso accendergli un lumino. Una fiammella controllata può servire anche per fondere i capocorda di un cavo per evitare che questi si sfilacci con l'uso, la fiamma può esporre il rame di una cavo elettrico qualora serva effettuare una giunzione d'emergenza, può fondere e saldare assieme due oggetti di plastica per una riparazione provvisoria, o creare un foro alla veloce in un contenitore di plastica nonché addolcirne i bordi dopo averlo tagliato, è in grado di sterilizzare blandamente un pezzo di stoffa da applicare come protezione ad una ferita o sterilizzare la lama del coltellino, si può utilizzare la fiamma per tagliare velocemente una corda in tensione ed infine, ma solo nel caso in cui ci si trovi in una vera emergenza - con serio pericolo per la propria incolumità e quella degli altri - è possibile attirare l'attenzione delle forze dell'ordine sul luogo in cui ci si trova facendo molto fumo con legna verde o rifiuti, oppure far scattare un allarme antincendio all'interno di locali. Basta operare con fumo a ridosso di un rilevatore. Ricordo che il procurato allarme è un reato, a meno che non si voglia segnalare un reale pericolo.

Srotolati i 6 metri di cavo da paracadute, separo l'attrezzino multiuso ed il nastro telato dalla scatoletta metallica (le cui dimensioni sono 6 × 10 × 2 cm, ma se fosse possibile averla altra 2,5 cm sarebbe meglio).

Il nastro telato, lungo 2,5 metri, avvolto attorno ad un rettangolo di plastica (con dimensioni 8,5 × 5 cm), è l'anima delle riparazioni minimaliste. Ha una notevole resistenza meccanica e alta adesione su qualsiasi superficie. Impermeabile, morbido ed adattabile, resiste a temperature da -20 °C a +85 °C. Si tratta di un accessorio estremamente versatile, utile per sigillare un tubo o un manicotto dell'auto o chiudere provvisoriamente il buco di una scoppiettante marmitta o del suo raccordo ed evitare una multa.
Nella fattispecie sarebbe meglio avvolgere prima il buco con una striscia di pellicola di alluminio, quindi coprirla con giri di nastro e ripassare con alcune spire ben strette di cavo metallico, oggetti contenuti nel kit perché in passato ho già effettuato tale intervento sul tubo che arrivava alla marmitta nella vecchia Panda 45.
È possibile limitare la perdita di liquidi o gas da tubi lesionati, sempre che non siano presenti pressioni elevate. Una riparazione l'ho effettuata con una gomma da masticare, ben amalgamata in bocca e piazzata sulla rottura su cui ho avvolto più giri di nastro telato. Si tratta sempre di riparazioni di emergenza e improvvisate la cui affidabilità è limitata nel tempo.
Eccezionale per riparare una borsa, uno zaino, un telo, una vela, il nastro serve anche per chiudere o riparare una valigia, fissare portiere, finestrini laterali, paraurti che si sono staccati. È possibile giuntare oggetti tra loro, recuperare qualcosa dai tombini tramite un bastoncino di legno o una costa di canna, qualora la colla del nastro faccia presa... Spesso vale la pena tentare se l'oggetto è importante.
È anche possibile tagliarne un pezzo per lasciare un messaggio post-it ed infine, nel caso, si può sfruttare per immobilizzare un arto steccato, eseguire una fasciatura o addirittura incaprettare un balordo in attesa delle forze dell'ordine, una volta portato a più miti consigli.
Il cavo può essere sia il classico cordino da windsurf, in grado di reggere una trazione sino a 170kg, ma preferisco il più robusto da paracadute, che ha una resistenza alla trazione di 249 chilogrammi, da cui la definizione "Seven strands 550 type III parcord ", ossia cavo da paracadute di tipo tre da 550 libbre con anima interna a 7 trefoli.
Il Paracord 550 Tipo III a specifica MIL-C-5040H ha una resistenza alla trazione di 550 libbre (equivalenti a 249 chilogrammi) e non può mai sostituire una corda vera, quindi triplicare sempre il cavo, annodando tra loro le estremità con un nodo savoia o con un nodo delle guide (solo perché si mantenga salda la tripletta di cavi) se si vuole recuperare una persona o calare se stessi dall'alto. Questi due usi sono applicabili solo in condizioni di assoluta necessità o come estrema ratio, se non ci sono altri modi per salvarsi la vita o salvarla a qualcun altro.
Se questo utilizzo può sembrare assurdo, posso assicurare di persona che due metri di cavo triplo possono giungere dove non arrivano le braccia e fare la differenza.
Il Paracord 550 tipo III è inoltre utilizzabile...
Come cintura o bretelle di fortuna.
Per riparare vesti strappate con i filamenti interni del cavo.
Per riparare provvisoriamente e alla meglio attrezzature rotte legandone assieme i pezzi.
Serve per attrezzare un cavo da rimorchio o traino improvvisato (10 spire forniscono 2490 kg di trazione).
È utile per assicurare oggetti oppure un carico al portapacchi.
Può sostituire la tracolla per il fucile.
Si possono fabbricare ottimi lacci di fortuna per le scarpe.
Teso tra due punti, diventa un pratico cavo stendibiancheria.
Piccoli anelli di cavo rimpiazzano la linguetta di una cerniera.
Costituisce un guinzaglio di fortuna per governare animali particolarmente euforici e attivi: creare una gassa d'amante attorno al collo, per evitare che la bestiola possa subire uno strozzamento!
È possibile legare assieme legni per creare un'asta.
Si può sostituire la stringa di tensione di un arco.
È possibile attrezzare una puleggia di fortuna creando cappi e asole.
Teso tra due punti fissi, permette di legare un telo per creare una tenda e ripararsi dal sole o dalla pioggia.
In questo contesto è possibile tendere il cavo lungo il perimetro esterno del campo per creare un valido sistema di allerta, magari facendo in modo che come si urti, faccia cadere oggetti rumorosi. Se si hanno dei campanellini, è possibile legarli alla corda tesa: questi suoneranno al minimo movimento della stessa... Questo suggerimento ha senso in aree poco sicure oppure se si presume la presenza di animali invadenti, come i cinghiali.
Creando una collana, fissando gli estremi con due nodi inglesi, si possono assicurare al collo oggetti che per nessuna ragione vadano smarriti.
Nel campo sanitario si possono sfruttare i singoli trefoli come fili interdentali, mentre nel pronto soccorso d'urgenza il cavo è un valido supporto al fissaggio di assicelle per immobilizzare arti rotti, ma è perfino possibile suturare una ferita, estraendo uno dei quatto filamenti di cui è composto ciascun trefolo.
Non entro nei particolari dell'intervento per evitare che qualcuno faccia più danni di quanti ne faccia la ferita, sappiate che il sistema è molto efficace anche se richiede sangue freddo e attenzione, determinazione e una soglia del dolore estremamente alta. Parlo alla luce di un'esperienza personale, di cui porto ancora una bella cicatrice, a seguito di un incidente con una motosega in alta montagna.
Infine, più semplicemente, è possibile fare un laccio emostatico improvvisato per rallentare la perdita di sangue.
L'attrezzino metallico multiuso è un oggetto storico, che pagai poche migliaia di lire presso una bancarella di oggetti usati e che immagino fuori produzione da tempo.
Dotato di un efficace levacapsule e apriscatole dispone di una lama utile per tagli di precisione qualora si debba seguire un profilo guida. La chiave esagonale multipla, oltre che da sola, complementa l'uso dei cacciavite o della pinza del Victorinox (o quella del più robusto Leatherman Wave), permettendo di bloccare i dadi mentre si avvita o svita un bullone.
Il cacciavite taglio è abbastanza efficiente, ma come per la chiave esagonale, è utile solo se la testa della vite è a vista e priva di ingombri laterali.
Anche qui è presente un doppio righello in pollici e centimetri. Il seghetto è ridicolo e può essere sfruttato più come lima per piccole abrasioni, per accendere alcuni tipi di fiammiferi o creare scintille sfregando una pietra idonea allo scopo.
Il foro al vertice è utile per assicurare l'oggetto ad un cordino sottile, in modo che non cada accidentalmente durante l'uso. Se si vuole utilizzare l'attrezzo come massa per lanciare una fune, è meglio legarla sfruttando l'anello creato dal levacapsule. Il levacapsule ha una parte magnetizzata, quindi infilando una lenza nel foro centrale e sospendendo lo strumento, lo stesso si trasforma in una bussola. Non bisogna illudersi perché il problema è comunque il momento torcente del filo che potrebbe falsare la lettura. È meglio affidarsi ad una bussola o alla peggio al muschio sul tronco degli alberi.
Lo porto con me per il pratico levacapsule, il robusto apriscatole e la chiavetta esagonale, comoda per i dadi della mia MTB.
La lingua del levacapsule ha incavato un levachiodi che può servire anche come spelafili, dato che ha un bordo affilato.
Nella scatola metallica, munita di coperchio, oltre ad attrezzi solo potenzialmente utili, ho inserito anche oggetti che tenevo in una tasca dello zainetto e che ho utilizzato in questi ultimi sei anni.

Dopo il cancro avevo una scorta di farmaci specifici, ora ne ho una risicata per alcuni acciacchi ricorrenti che mi sono rimasti come ricordo della disavventura. Ci sono antidolorifici, analgesici e alcune compresse di Bentelan da 1 milligrammo perché, almeno nel mio caso, so che possono tornare utili per tamponare l'emergenza e permettermi di arrivare dove possano raggiungermi i soccorsi. L'automedicazione è una pratica che non suggerisco prendere come abitudine; i farmaci non sono caramelle e devono essere utilizzati con coscienza, in funzione delle proprie patologie ricorrenti o necessità, meglio se prescritti da un medico competente.
Ho anche una bustina di zucchero che utilizzavo per compensare ricorrenti cali glicemici, situazione che non di rado capita anche ad latre persone. Tutto ciò che ha una scadenza, va utilizzato a rotazione.
Una specifica gomma da masticare costituisce un'ulteriore scorta di zuccheri, ma anche una sorta di efficace mastice tappabuchi, del cui uso alternativo ho già accennato. In situazioni limite, facendo una bolla, si può fare in modo che la pellicola aderisca ad una superficie che si vuole proteggere, come una ferita. Tengo la gomma da masticare nella scatoletta perché non fonde e la sostituisco (ossia me la mastico) una volta al mese.
Le pillole potabilizzanti, dopo anni di inutili sostituzioni, le ho sfruttate dopo aver terminato l'acqua durante una recente gita di 24 chilometri tra i boschi delle mie colline. Ho attinto acqua limpida da un ruscello, a valle di una serie di salti che mi garantivano una certa ossigenazione e ho disciolto una pillola per ogni litro. Il gusto è orribile, ma almeno mi sono idratato a dovere. Ne porterò sempre una piccola scorta, al limite possono essere sfruttate per creare un blando disinfettante per lavare ferite, sciogliendone sei in mezzo litro d'acqua.
I cerotti sappiamo tutti a cosa servono, ne ho sei di varie misure per le possibili necessità. Li ho usati spesso, specie quando esagero con le scarpinate e si sviluppano piccole e irritanti vesciche, ma potrebbe capitare di tagliarsi anche durante lo svolgimento di normali lavori quotidiani.

Ago e filo, oltre che a piccole riparazioni a volte indispensabili quando il caso vuole che si stacchi un bottone, ci si strappi un vestito o si sfilacci il maglione, magari all'inizio della giornata di lavoro, servono proprio per ridurre le vesciche, forandole da parte a parte e lasciando un lembo di filo di cotone fuoriuscire dai due fori. Si può sbriciolare una pastiglia potabilizzante sull'area irritata e coprire poi il tutto con un cerotto, trovando immediato sollievo.
Le spille da balia con un altro elemento polivalente: intervengono bene quando si rompono le cerniere dei pantaloni. Opportunamente inserite, limitano il danno e mascherano il problema.
Qualora si rompesse la linguetta di qualsiasi cerniera, una spilla da balia la può sostituire egregiamente.
Se si dovesse perdere la vite di una stanghetta degli occhiali, è possibile inserire l'ago della spilla da balia e piegarlo creando una spira, dato che è flessibile, tagliando l'eccesso formando un perno provvisorio.
Le spille da balia possono fungere da fermacavo improvvisato, per fissare i cavi sui morsetti delle batterie: si allargano leggermente, quando basta perché avvolgano saldamente i cilindri dei morsetti e consentano di tenere in sede un cavo già avvolto sugli stessi.
La lenza con amo e piombo già montati non l'ho mai usata per pescare, anche perché tale pratica è regolamentata dalla legge ea a malapena tollerata senza il pagamento della tassa solo in caso di manifesta necessità di sopravvivenza. Per contro le ho usate per recuperare le chiavi dell'auto di una sventurata signora all'interno di un tombino la cui griglia (come spesso accade) era impossibile da rimuovere.
Gli ami possono essere utilizzati come clip per riparazioni di emergenza su capi di una certa consistenza o per avvicinare due lembi e tenerli fermi mentre si provvede a cucirli assieme.
La lenza permette di effettuare cuciture quasi invisibili o rinforzare quelle che si stanno sfibrando, giusto per avere il tempo di tornare a casa e provvedere in merito. Ho riparato in questo modo un paio di mocassini nuovi, probabilmente cuciti male, che si sono aperti sulla punta mentre camminavo. Con ago e lenza ho ripassato il filo nei fori e poi, a casa, ho sostituito il cavo con uno di migliore qualità.
La sega a filo l'ho utilizzata durante una gita in MTB per tagliare alcuni abeti secchi per aiutare un camionista a liberare il mezzo da cava che s'era infangato sulla strada sterrata dopo aver scaricato la ghiaia proprio per evitare che le auto facessero quella fine. A parte questo caso particolare, questo attrezzo può tornare utile dalle mie parti quando nevica o quando piove troppo e a lungo: nel caso avessi lasciato a casa il segaccio a serramanico, con la lama a filo posso tagliare i piccoli alberi abbattuti che ostruiscono la scorciatoia di campagna che percorro. Mi muovo all'alba ed il personale della provincia o del comune non è ancora intervenuto. Il filo scorre come una lama calda nel burro ed il suo utilizzo è meno stancante del segaccio a serramanico e permette di non assumere posture impossibili mentre si lavora. Strumento da taglio efficace, flessibile e multiuso, taglia anche la plastica ma i residui tendono a cementarsi tra le maglie del cavo, almeno in questo modello.
Suggerisco di pulirlo sempre bene, prima di riporlo in attesa di usarlo nuovamente.
I fiammiferi controvento sono un retaggio dei miei trascorsi come operatore stagionale assieme al Corpo Forestale dello Stato, quando si interveniva per spegnere incendi boschivi e ci si trovava nella necessità di creare una linea controfuoco: in presenza di specifiche condizioni di vento, si scavava una linea franca alle spalle di una striscia boschiva ben delimitata e la si sacrificava per salvare decine o centinai a di ettari dalla furia delle fiamme ormai incontenibili.
Questi fiammiferi mantengono attiva la fiamma anche in presenza di forti raffiche di vento e sono ottimi per accendere un fuoco o effettuare delle brevi segnalazioni. Questo modello brucia per circa 7 secondi e produce un fumo acre e denso, ben visibile e persistente, in grado di far scattare anche i rilevatori di fumo più reticenti. Può essere sfruttato in vari modi, anche per verificare la profondità di un pozzo, ad esempio. Mi raccomando, non cercate d'illuminare l'interno di una cisterna di carburante.
Il cavo metallico è lungo 5 metri, avvolto in una spira compatta occupa poco spazio e l'ho utilizzato per rinsaldare il tampone sul foro della marmitta, per fissarla quando s'è definitivamente staccata e come sostituto provvisorio del cordino del freno della mia MTB. Può essere sfruttato per tutti i tipi di fissaggio o legamenti che richiedano una certa robustezza o che siano a contatto con fonti di calore tali da rendere inaffidabili nastro telato o cordini di materiale sintetico.
La striscia di alluminio la utilizzo qualora debba turare falle in condotte che trasportino fluidi caldi, come raccordi di marmitte, condotti di scarico e similari.


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