Kit invernale per autoveicoli
Dotazione minimalista per affrontare gli imprevisti
Corretto il 24.04.2014

In questo breve documento, desidero condividere una dotazione minimalista che ho messo assieme a fronte di alcuni problemi che ho incontrato negli anni in cui le nevicate hanno creato inconvenienti alla viabilità nell'area in cui vivo.
Ciò che illustrerò potrà sembrare inutile a molti, ad altri sembreranno i classici consigli della nonna, ma potrebbe fare la differenza per quelli che, come me, hanno deciso di vivere ben lontano dai centri urbani, accettando i saltuari disagi legati a tale scelta.
Vedrete una scatola con la dicitura "pronto soccorso", di cui non parlerò, come non discuterò degli oggetti che il Codice della Strada prevede tutti abbiano in auto. Il video dell'articolo è presente su YouTUBE.

Le condizioni al limite che si presentano nel corso di alcuni inverni (ormai sempre più rari) non devono mai scoraggiare, anzi, devono essere uno sprone per trovare possibili soluzioni tampone nel caso sia posta in essere una situazione d'emergenza.
Pensare a cosa inserire in un kit compatto, da mettere in auto qualora fosse diramata un'allerta meteo, e nonostante questo si dovesse per forza di cose usare l'auto, obbliga ad un minimo di lungimiranza per immaginare quali possano essere le situazioni d'emergenza configurabili nel periodo invernale.
Questo gioco d'immaginazione non ha valore assoluto, spesso è dettato da proprie fisime o viziato da convinzioni personali e comunque va fatto in funzione del luogo in cui si vive e dei tragitti da percorrere, per necessità lavorative, ma non solo.
La certezza di poter affrontare situazioni contingenti con gli strumenti adatti ha spesso un forte impatto sulla sfera emotiva delle persone e concorre a migliorare la fiducia nelle proprie capacità.
Gli oggetti da inserire devono essere sempre valutati in funzione delle proprie esigenze o di quelle situazioni che oggettivamente potrebbero ricorrere con maggiori probabilità, tenendo anche conto della presenza o meno di mezzi pubblici che servano la propria zona di residenza, ricordando che in certe situazioni avverse, non sempre il servizio è garantito.
Chi vive in città o nel raggio di pochi chilometri da essa, non avrà mai grossi problemi, né di mobilità, né di approvvigionamento di carburante.
Difficilmente avrà con se una tanica da cinque litri, tanto meno terrà una coperta in auto perché, mal che vada, in caso di difficoltà, lascerà l'auto e subendo pochi disagi tornerà a piedi verso casa.
Tutto cambia se casa dista trenta o più chilometri, magari in un paesino di provincia, dove per tornare a casa si percorrono strade secondarie, spesso con pendenze notevoli o ai imiti della transitabilità con l'innevamento, cui si aggiunge la comprensibile diffidenza della gente che spesso ti lascia da solo con i tuoi guai. Alcune strade che percorro sono alternative alle direttrici principali, quando queste sono interrotte a causa di incidenti o del classico camion di traverso, e difficilmente si possono affrontare senza la trazione integrale quando c'è la neve.


Alcuni fotogrammi delle strade secondarie, dalle mie parti e le catene di scorta

Alcune di queste vie sono prive di asfalto e quando sono innevate hanno una pendenza al limite anche per la trazione integrale e spesso non hanno protezioni a valle.
Nonostante le gomme da neve nella Panda 4x4, un paio di catene non mancano mai, dato che concorrono a migliorare la presa degli pneumatici e stanno comodamente sotto il sedile.
Non sottovalutare mai il valore aggiunto di quest'oggetto e piazzale senza alcuna remora. Le tengo separate tra loro, all'interno della custodia, tramite carta di giornale, in modo che non formino un groviglio e siano prontamente montabili.

Trovo utile un capiente sacco di plastica per rifiuti: lo uso come telo impermeabile quando ho la necessità di sedermi, sdraiarmi o inginocchiarmi per montare le catene o effettuare interventi all'auto. Isolano dalla neve, fango o acqua... Non solo, alla peggio lo apro e diventa un ampio telo protettivo per coprire il parabrezza, oppure, visto il colore sgargiante, un elemento di richiamo per eventuali segnalazioni visive (sempre che qualcuno mi noti o si fermi).
Aggiungo infine alcuni oggetti d'uso comune:

Oltre ai ricambi elettrici di base perché, multe a parte, rimanere senza fari in inverno non è piacevole, in auto non dovrebbe mancare un paio di guanti da lavoro, una spatola lavavetri, il raschietto per il ghiaccio,ed uno spruzzino con liquido tergivetro invernale: aiutano a ripulire velocemente parabrezza e lunotto, dato che è pericoloso e soggetto a sanzione amministrativa guidare osservando da un misero oblò ricavato sul vetro ghiacciato.

Una lampada a LED bianchi, munita di una spina da inserire nell'accendisigari, oppure una come quella nella foto, che è un po' datata, è molto utile qualora si dovessero montare le catene di sera, in zone prive d'illuminazione artificiale. Per questa vecchia torcia elettrica, che apparteneva a mio padre, ho sempre una lampadina di scorta.
In auto tengo un ombrello generoso, che funziona meglio di qualsiasi giubbotto per ripararsi dalla neve, o dalla pioggia, quando si debba uscire rapidamente dall'auto.
Una attrezzo pieghevole, che incorpori più funzioni come quello della foto qui sotto, diventando punteruolo, pala, zappa o piccozza, torna utile per liberare il tratto di parcheggio dagli accumuli compatti che spesso riportano gli spazzaneve durante il giorno, mentre uno è al lavoro...

Ho visto sovente gente spalare a fatica, sfruttando attrezzi improvvisati o addirittura togliere la neve con le mani, invece di sfruttare un comodo badile.

Il segaccio a serramanico mi ha permesso, almeno in due occasioni, di togliere alberi rovinati sulla strada in modo da poter proseguire sulla via del rientro. Questo ha senso dalle mie parti, zona collinare decentrata, dove capita spesso di trovare un albero abbattuto; se non è il tuo caso, è del tutto inutile includere questo attrezzo.

Nel caso di abbondanti e persistenti nevicate, o qualora fosse diramata un'emergenza maltempo e fossi assolutamente obbligato a spostarmi in auto, ma solo per motivi più che validi, preferisco caricare una dotazione supplementare, che poi ripongo nuovamente in magazzino.

Lo scopo di questa parte del documento è sensibilizzare sull'arte dell'autosufficienza, partendo dal presupposto di non doversi sempre aspettare, tanto meno pretendere, il classico aiuto da parte della Protezione Civile, ma di agire preventivamente perché potremmo trovarci in condizione di doverci arrangiare da soli.
Ecco quindi una dotazione minimalista utile nel caso in cui tutte le precauzioni si rivelassero inadeguate alla situazione e dovessi trascorrere una notte in auto, in mezzo alla neve, impossibilitato a raggiungere casa a piedi in un tempo ragionevole.

Dato che il cellulare è uno strumento utile in caso di emergenza, almeno per avvisare del problema in cui si è incappati, trovo utile un caricabatteria da viaggio, agganciabile alla presa accendisigari; quante volte sarà capitato di aver bisogno di telefonare e scoprire che la batteria era scarica...
Con il telo di plastica da imbianchino, ho fatto solo delle prove in ambiente controllato all'interno del cortile durante una nevicata, anni addietro.
Lo si stende sull'auto, lasciando scoperta la portiera lato guida per uscire agevolmente. Pervi devono rimanere anche il frontale del veicolo per la presa d'aria del motore, ed il tubo di scarico, onde permettere l'accensione periodica del veicolo ed evitare problemi alla meccanica a causa del gelo.
Insisto sul fatto che si debba garantire una comoda via d'uscita, un'adeguata presa d'aria all'abitacolo, al motore e che i gas di scarico siano ben veicolati al di fuori del telo, diversamente si potrebbe morire avvelenati dai prodotti della combustione.
Coprire l'auto è utile solo per togliere la neve più velocemente il giorno dopo, se questa dovesse cadere tutta la notte. Il telo è usa e getta perché togliendo il carico di neve, la plastica si romperà in più punti, in genere a causa del ghiaccio o delle asperità del telaio dell'auto. Non conviene investire in un telo più robusto perché, anche piegato, occuperà più spazio del necessario.
La coperta di lana o pile è un elemento spesso sottovalutato, ma in caso di sosta forzata e prolungata, protegge dal rischio d'ipotermia. È indispensabile se si viaggia con bambini ed è prudente prevederne una per persona.
In genere la coperta la lascio sempre in auto durante tutto l'inverno, che ci sia o meno un'allerta meteo.

Un piccolo fornello ad alcool autocostruito, un bicchiere metallico, un thermos da mezzo litro ed un accendino a gas permettono di scaldare l'acqua ed avere una bevanda calda istantanea o per la notte. Occorre essere provvisti di una piccola riserva di alcool dentro un flacone collassabile, come quello di un succo di frutta. È vero che per bere si può usare la neve e farla sciogliere, ma la cosa richiede troppa energia, quindi preferisco portare un paio di bottiglie d'acqua da mezzo litro. Un paio di bustine di tè o tisana, due bustine di zucchero, magari una tavoletta di cioccolata fondente alle nocciole e qualche biscotto secco, tipo gallette completano i generi di conforto.
È chiaramente necessario effettuare una rotazione delle derrate alimentari per evitare di doverle buttare.
Aggiungo al tutto un paio di pacchetti di fazzoletti di carta, utili anche come carta igienica, perché in certi momenti non si può certo tenere tutto dentro, ed il freddo stimola parecchio.

Raramente considero la tanica da 5 litri per il gasolio di scorta, se non quando intraprendo lunghi viaggi. In inverno non lascio mai che il carburante scarseggi nel serbatoio e se la temperatura cala troppo, aggiungo l'additivo per evitare il congelamento delle paraffine.

Se considero una situazione veramente al limite, una corda atta altraino, lunga venti metri, con un carico di rottura adeguato alla massa del veicolo, assieme ad una coppia di moschettoni di qualità, mi permettono di attrezzare un paranco improvvisato con cui è possibile facilitare la manovra di recupero di un mezzo impantanato nella neve o nel fango.

In città queste cose non capitano, dalle mie parti, invece, ho incontrato svariati automezzi impantanati, oppure diversi furgoncini e alcuni SUV, sull'attenti in un fosso o pericolosamente adagiati sul bordo di campi innevati che declinano verso la vallata.
Il recupero non è un'operazione banale, si tratta sempre di una manovra d'emergenza estrema, attuabile in presenza di pendenze moderate e va eseguito con un minimo di due persone quando vi siano buone probabilità di riuscita: chi è più leggero sta alla guida del mezzo e deve essere in grado di modulare la coppia per evitare di fare slittare le ruote, l'altro deve agire sul corrente per recuperare in modo corretto la corda.
Se si aggancia ad un'altra auto è più efficace, ma è necessario fare attenzione all'effetto frusta, casomai si spezzasse la corda.

Il disegno fornisce solo le indicazioni su come attrezzare il paranco, per non trasmettere eccessiva fiducia sul metodo, pertanto è necessario impratichirsi in ambiente controllato per evitare di farsi male o creare ulteriori danni.
Ciò che mi sento di suggerire è di sfruttare il paranco per evitare che l'autovettura peggiori la propria posizione o scivoli per una scarpata, per fenomeni d'assestamento o quant'altro, in attesa che giungano mezzi idonei al recupero.
Si mette in sicurezza il veicolo assicurando il corrente della fune ad un punto fisso, purché l'ancoraggio, che potrebbe essere anche un altro automezzo, sia in grado di reggere il carico da trazione.

Come si può vedere da questa prova di carico, l'attrezzatura descritta non occupa molto spazio. Gli oggetti sono volutamente distribuiti per mostrarli nel loro insieme. La scatola ha un coperchio, quindi l'attrezzatura può essere impilata e organizzata per lasciare spazio ad eventuali bagagli.


Il kit di estrema emergenza, qualora ci si debba muovere in condizioni meteo proibitive.

Se dovessi fare un bilancio, ad oggi il caso mi ha favorito ed ho utilizzato solo i ricambi elettrici, l'ombrello, le catene e ogni tanto la lampada per montarle, la pala, raschietto e spatola abbinati allo spruzzino per pulire i vetri ed il segaccio a causa di due alberi adagiati sulla provinciale e contestualmente i guanti da lavoro.
Proprio per questo ho pensato spesso all'inutilità del resto degli oggetti, specie alla necessità di studiare un kit per affrontare un'allerta meteo, ma ogni volta mi torna sempre in mente ciò che mi dicevano quando lavoravo nell'estremo Nord degli Stati Uniti d'America, proprio quando m'interrogavo sulla necessità degli oggetti che alcuni si portavano dietro. Non bisogna chiedersi se qualcosa potrà accadere, ma pensare a quando accadrà. Il se ti porta a ragionare in un'ottica pratica, giustamente essenziale e vagamente possibilista, ma il quando ti costringe ad essere preparato in modo da non trovarti in difficoltà.
E poi, il peso se lo accolla l'automobile, mica io.

Di fatto, senza essere pessimisti o catastrofisti, la cronaca nostrana riporta spesso di automobilisti, sovente classici pendolari che macinano chilometri ogni giorno per guadagnarsi di che vivere, bloccati a causa di dissesti, nevicate o anche semplici blocchi del traffico per ghiaccio o veicoli impantanati.

Molte volte le condizioni climatiche o d'isolamento delle arterie stradali hanno dilatato i tempi d'intervento dei mezzi di soccorso che sono giunti per tamponare al pelo emergenze che potevano assumere caratteristiche più drammatiche.
Ogni volta che penso a ciò che potrebbe capitare, in pieno inverno, mi convinco che, oltre alle catene, disporre una dotazione veramente minimalista, come quella descritta nelle prime righe e che in definitiva mi porto appresso (vedi le due immagini qua sotto...), non sia un'idea così bizzarra.


ricambi elettrici, spatole, pronto soccorso, coperta, pala, guanti, torcia, segaccio, sacco di plastica


lo spazio occupato nel baule è minimo

Ad ogni buon conto, se nevica troppo, e non si svolgono lavori di vitale importanza per se o per gli altri, suggerisco di sfruttare ferie o permessi per cause di forza maggiore.
La temerarietà è madre dell'incoscienza e il kit invernale supremo è uno solo: evitare di mettersi nei guai, se la situazione è prevedibile!


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