Neve e disagi
Come gestire la situazione
modificato il 12.07.2012

La neve, quando ero più giovane, era decisamente più abbondante di quanto lo sia mediamente nell'ultimo trentennio, e comunque non ha mai creato grossi problemi.
Certo, si andava tutti a rilento, si partiva prima, si rincasava più tardi, spesso si prendevano giorni di ferie per spostare il muro bianco che ostruiva il cortile, ma la neve era anche fonte di divertimento e il suo ovattare rendeva tutto più tranquillo. Stento a credere che il nostro progredire porti a sclerare la gente ogni volta che inizia a nevicare. Forse perché molti sono diventati sedentari o preferiscono lagnarsi anziché rimboccarsi le maniche, magari le persone non sono più abituate a confrontarsi con le manifestazioni della natura, perché hanno troppa fiducia nella tecnologia, e quando questa viene meno, non sanno come reagire.
Il 2012, assieme al 1985 e al 1954, è stato considerato un anno di freddo eccezionale, abbinato a nevicate diffuse e copiose su tutto il territorio nazionale, anche laddove le caratteristiche climatiche non avrebbero mai fatto supporre una cosa del genere.
I meteorologi seri (ad esempio quelli della Società Meteorologica Italiana SMI - www.nimbus.it) lo avevano previsto con precisione, indicando anche i livelli delle precipitazioni.
Personalmente diffido di previsioni a lungo termine, che si basano solo su dati statistici, e prediligo solo quelle a breve-medio termine (3-4 giorni al massimo), specie se l'atmosfera è instabile, come accade con l'infiltrazione di masse d'aria estremamente gelida, insolita per le nostre latitudini.
Grazie alle previsioni e alla buona volontà, dalle mie parti non ci sono stati disagi nel 2012, e sia la Provincia, sia i Comuni, hanno sempre fatto un lavoro eccezionale per garantire la viabilità.
La pubblica amministrazione fa ciò che può, il resto spetta al buon senso delle persone, perché non si può pretendere che qualcuno venga a toglierci dai pasticci in casa nostra. La prevenzione minimalista deve impedire che la neve prenda il controllo della situazione, fuori e dentro casa.
Qui parlo di abitazioni indipendenti o semi indipendenti, in borghi e paesini, non di condomini in città, dove la gente ha spazi d'intervento limitati e comunque ha a disposizione una serie di servizi.
Mi permetto di elencare alcune azioni che ognuno può attuare, con la buona volontà, olio di gomito ed un minimo di attrezzatura che occupa poco spazio quando è inutilizzata.

Per lavorare sotto la neve che scende copiosa, è consigliabile l'uso di un buon paio di guanti da lavoro, impermeabilizzati con il giusto apporto di grasso, e di una semplice mantella oppure un completo impermeabile in PVC, con cappuccio ed un buon paio di alti stivali di gomma.


Un berretto di lana protegge la testa dall'aria gelida, ma non serve vestirsi troppo perché sotto la plastica si tende a sudare, ed i vestiti s'impregnano d'umidità, con il rischio di beccarsi un raffreddore.


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