Tecniche di orientamento
Bussola, mappe, Sole e stelle
Corretto: 11.04.2014

Orientamento e uso della bussola

È estremamente improbabile che in una situazione di emergenza limitata ci sia la necessità di conoscere la nostra posizione, perché il territorio in cui viviamo dovremmo conoscerlo bene. Il ricorso a queste tecniche risulta utile nel caso di spostamenti a piedi in aree sconosciute, sempre che si abbia a disposizione una mappa sufficientemente dettagliata, ossia in scala 1:25000 (1cm sulla carta = 250 m sul terreno) o al più in scala 1:50000.

Scelta della bussola

La bussola migliore è quella analogica, ossia quella con l'ago magnetizzato sospeso sul perno oppure immerso in liquido. Quelle digitali funzionano solo fintanto che dura la batteria.
Il modello di bussola ideale per l'orientamento è quella mostrata in figura, con cassa in metallo anticorrosione, amagnetica, rosa dei venti girevole, smorzamento del disco magnetico mediante liquido.

Verifica sempre che quelle immerse nel liquido non abbiano bolle d'aria perché la loro presenza ne altera la funzionalità, a dispetto di quello che potrebbero dire i rivenditori.
La bussola classica con ago magnetizzato deve essere assolutamente orizzontale rispetto al terreno, altrimenti l'ago non potrà muoversi liberamente. È necessario non stare sotto le linee elettriche ad alta incidenza o in prossimità masse metalliche che possono alterare il campo magnetico.

Orientare la carta e calcolo della declinazione magnetica

Per convenzione il nord delle carte topografiche è indicato dal margine superiore, pertanto è sufficiente piazzare un lato della bussola a uno dei due lati della mappa, poi si ruota la cartina in modo che l'ago coincida con l'asse nord-sud indicato dalla bussola.

È necessario tenere conto della declinazione magnetica, un fenomeno che fa sì che nord geografico (quello indicato sulla carta) e nord magnetico (indicato dalla bussola) non coincidano. Se non sono richieste grandi precisioni, oppure non è indicata la declinazione magnetica e convergenza al centro della carta — che sono dati tipici delle mappe prodotte dell'Istituto Geografico Militare (IGM), è possibile trascurare la declinazione.
Se la mappa è una IGM (sono molto datate e quindi usabili solo in zone rurali non antropizzate, dove il territorio non è mutato da decenni), oppure una sua derivata di qualità per orientamento, alla sua destra esiste un quadrante con la dicitura "declinazione magnetica e convergenza al centro della carta" che riporta la declinazione di quel posto risalente alla data del rilevamento. Si può trovare, ad esempio: declinazione magnetica al 1 gennaio 1963 e convergenza al centro della carta = 3° 11'. Leggendo attentamente, si trova anche l'indicazione di quanto diminuisce la declinazione magnetica in un anno in quel posto. Leggendo un valore pari a 3' e sapendo che nel 1963 la declinazione magnetica era 191' ([3° × 60'] + 11'), dal 1963 al 2011 sono trascorsi 48 anni e la declinazione magnetica ha subito una riduzione di 48 × 3' = 144'. Nel 2011 la declinazione magnetica sarà uguale a 191' - 144' = 47'. Esiste, sulla carta topografica IGM, una scala in gradi, con escursione da 0 a 7 e divisioni ogni 15', 30', 45'. Sapendo che la declinazione è 47', individueremo la divisione centrata su 45', ossia la terza tacca dopo l'indicazione di 0° e unisco con una retta passante per questo indice e il punto contrassegnato con la lettera P. La retta così ottenuta indica qual è il nord geografico e rappresenta l'asse di allineamento per orientare in modo preciso la carta topografica.

Triangolare la propria posizione

Effettuando una semplice triangolazione, è possibile individuare qual è la propria posizione sul territorio mappato dalla cartina. Per fare questo si sfruttano elementi visibili di spicco rispetto al territorio circostante (campanili di chiesa, edifici alti o paesi in posizione collinare, vistosi monumenti, dighe, vette aguzze — campanili di roccia, eccetera).
Per la triangolazione si utilizza la misura di angoli, detti azimut, calcolati tra la direttrice nord-sud (fornita dalla bussola e da uno dei lati della mappa opportunamente orientata) e l'oggetto che stiamo traguardando.
Ad esempio mi trovo lungo un sentiero da cui s'intravede un campanile di roccia. L'azimut dello sperone è quell'angolo che ha come vertice la nostra posizione e come rette incidenti l'asse nord-sud che ci da la bussola e la linea immaginaria che mi unisce al campanile.
Per calcolare la misura dell'azimut si apre il coperchio della bussola a 90° e la lente a 45°, la taro in modo che l'asse coperchio-lente punti verso nord, ossia l'ago punta a nord e così anche il coperchio della bussola.

Porto la bussola all'altezza degli occhi e con il mirino punto verso il campanile di roccia, luogo di cui voglio conoscere l'azimut. Faccio attenzione che l'oggetto traguardato sia tagliato a metà dal filo sul coperchio e che il filo si trovi al centro della tacca posta sul mirino-lente. Se la bussola è perfettamente orizzontale, sul piano leggo un numero, ad esempio 45, che corrisponde all'ampiezza dell'angolo in gradi.
Noto il procedimento per rilevare l'azimut di un punto rispetto al proprio asse nord-sud, si deve orientare la carta e riconoscere almeno tre punti di riferimento ben visibili che siano segnalati sulla mappa.
Ad esempio, con la carta IGM mi trovo in aperta campagna e riconosco a vista il Monte Aguzzo (nome di fantasia!), una torre campanaria rurale e un vecchio casolare. Li cerco sulla mappa e per ciascuno di questi misuro l'azimut.
Supponiamo che puntando la torre campanaria la bussola mi dia un azimut di 30°, quindi rispetto ad esso ho un azimut di 210° (detto azimut reciproco, calcolato in senso orario aggiungendo 180° all'azimut da me calcolato di 30°); se un oggetto si trova a nord rispetto a me, io sono automaticamente a sud rispetto ad esso e l'angolo sotteso tra il nord ed il sud è di 180°.
Partendo dal simbolo della torre campanaria sulla carta, traccio una retta corrispondente ad azimut 210°, faccio cioè coincidere il centro del goniometro a 360° con il simbolo della torre campanaria, assicurandomi che l'asse 0-180° del goniometro sia perfettamente parallelo all'asse nord-sud della cartina orientata.
Con al matita segno una crocetta in corrispondenza di 30° e 210°, tolgo il goniometro e traccio una retta passante dal punto dei 30°, per la torre attraverso il punto dei 210°.
Io mi trovo da qualche parte, lungo la retta tracciata, ma per individuare il luogo in cui sono, devo ripetere il rilevamento dell'azimut per i restanti due punti di riferimento.
La vetta del Monte Aguzzo traguarda 50°, ossia un azimut reciproco = 50 + 180 = 230°
Se si dovesse leggere un angolo superiore a 180°, l'azimut reciproco sarebbe maggiore di 360°. Quindi per ogni angolo misurato maggiore di 180° il reciproco si calcola sottraendo 180.
Traguardando infatti il casolare, leggo un azimut di 330°, pertanto l'azimut reciproco è dato da 330°- 180° = 150°.
Traccio le due rette restanti sulla carta e l'incontro di tutte tre darà la mia posizione.

È probabile che, a causa delle tolleranze del rilevamento visivo, le tre linee non si incontrino mai in un unico punto ma formino un triangolo; in tal caso si considera la propria posizione il centro del triangolo.
Se il triangolo fosse troppo grande è meglio ripetere la triangolazione perché qualcosa non è andato per il verso giusto e probabilmente si sono commessi errori di valutazione degli azimut.
È chiaro che se mi trovo lungo un sentiero, strada o mulattiera che identifico sulla mappa, sarà sufficiente traguardare due punti di riferimento perché il terzo è il sentiero che percorro e che utilizzo per tracciare una retta (su cui giaccio, da qualche parte), in funzione della direzione che questa ha rispetto al nord.

Punto bussola — traguardare il luogo da raggiungere

Se il luogo da raggiungere presenta un oggetto visibile e traguardabile (un promontorio roccioso, una montagna nota, eccetera), porto la bussola all'altezza degli occhi e, con l'aiuto del mirino, punto l'oggetto verso sui mi voglio dirigere. Fatto ciò ruoto il cerchio graduato fino a far coincidere lo zero (0°) o la N con il Nord dell'ago della bussola. A questo punto il valore dell'angolo sul cerchio graduato in corrispondenza del mirino rappresenta l'azimut del luogo da raggiungere (nell'esempio 290°), detto punto bussola.
Se invece non è possibile traguardare a vista il riferimento da raggiungere, occorre operare con la carta preventivamente orientata secondo l'asse nord-sud. Prendo una matita e traccio una linea leggera fra il punto dove mi trovo e il luogo da raggiungere, quindi poggio la bussola parallela alla linea, con il punto di traguardo (o mirino) in direzione del luogo da raggiungere, e ruoto il cerchio graduato fino a far coincidere lo zero (0°) o la N con il Nord dell'ago della bussola. Come prima, il valore dell'angolo sul cerchio graduato in corrispondenza del mirino rappresenta l'azimut del luogo da raggiungere (anche in questo caso vale 290°).

Non appena ci si mette in marcia, è sufficiente orientare la bussola fintanto che l'ago non coincide con lo zero o con il simbolo N. Non si deve muovere la ghiera, il mirino della bussola indica sempre qual è la direzione da seguire per raggiungere il luogo desiderato (punto bussola).

Punto bussola — seguire la direzione prefissata

La direzione ideale fornita dal punto bussola è sempre una linea retta. Quasi sempre, però, per raggiungere un luogo lontano, si presenta la necessità di effettuare importanti deviazioni di percorso per asperità del terreno o altri motivi (come ad esempio incontrare un'area militare, un cantiere o una cava non segnati sulla carta.

Sistema degli Angoli Retti

Se da A devi raggiungere P, giunto in B misura un angolo retto verso C e misura la distanza BC, contando i passi. Quando sei arrivato in C misura un altro angolo retto e riprendi l'azimut che stavi seguendo, fino a giungere in D. In D misura un altro angolo retto e percorri una distanza DE, che sarà uguale a BC. Da E riprendi il tuo azimut fino a F.

Sistema dei 120°

Un altro sistema è quello illustrato in figura. È analogo al precedente, ma in questo caso si devia ogni volta di un angolo di 120°. La distanza BC deve essere uguale alla distanza CD.

Azimut reciproco

Mentre stai seguendo un certo azimut, potresti voler controllare la tua direzione di marcia.
Per fare ciò dovrai rilevare l'azimut reciproco, cioè l'azimut del tuo punto di partenza rilevato dalla posizione in cui sei giunto.
L'azimut reciproco si ottiene aggiungendo o togliendo 180° da quello di andata, a seconda che sia minore o maggiore di 180°. Ad esempio, se stai seguendo un azimut di 60°, l'azimut reciproco sarà 60° + 180° = 240°.
L'azimut reciproco ti sarà utile per controllare la tua direzione mentre sei in cammino, oppure quando sarai giunto al punto di arrivo del tuo azimut.
Potrai servirti anche per tornare al punto di partenza.

Orientarsi con il sole e/o con l'orologio analogico

Il sole da Est, passa a mezzogiorno per il Sud e tramonta a Ovest. Quindi alle 6 di mattina - ora solare - il sole è a Est, alle 9 a Sud-Est, alle 12 è a Sud, alle 15 è a Sud-Ovest, alle 18 è a Ovest.
In autunno-inverno il sole non è visibile alle 6 o alle 18, perché non è ancora sorto oppure è già tramontato.
È possibile determinare il proprio orientamento utilizzando un orologio analogico (quello con le lancette) al posto di una bussola. La direzione sarà esatta se l'orologio è regolato secondo l'ora locale esatta - ossia senza correzioni dovute all'ora legale.
È importante sapere che maggiore sarà la distanza dall'equatore, maggiore sarà l'accuratezza del metodo utilizzato per trovare l'orientamento.
Nell'Emisfero Boreale, cioè a nord dell'Equatore, tieni l'orologio orizzontale e punta la lancetta delle ore nella direzione del sole; per essere precisi occorre far collimare l'ombra di un legnetto con la lancetta delle ore.
Biseziona (dividi in due) l'angolo tra la lancetta delle ore e la tacca delle ore dodici per ottenere l'asse Nord-Sud.
La direzione SUD si trova tra la lancetta delle ore e la tacca delle ore dodici; la direzione NORD sarà quella diametralmente opposta.
Perché devo trovare la bisettrice dell'angolo tra la direzione del sole e la lancetta delle ore?
La Terra ruota una volta al giorno sul proprio asse compiendo una rotazione nelle 24 ore, la lancetta delle ore, per contro, si fa 2 giri di orologio al giorno segnando lo scorrere delle 24 ore, appunto, pertanto è necessario dividere in due l'angolo (la sua bisettrice).

Hai un orologio digitale? Disegna un orologio su un pezzo di carta, riportando a mano la lancetta delle ore e dei minuti, quindi procedi come sopra.
Non è possibile vedere chiaramente il sole oppure hai difficoltà a determinarne la sua direzione?
Notiamo che il sole è in grado di proiettare un'ombra e sovente riesce a farlo anche se c'è nebbia, allora si può determinare la direzione del sole tenendo verticalmente in mano un oggetto sottile tipo matita o bastoncino; l'ombra risultante ci dirà da dove arriva la luce del sole.

Orientarsi con il sole ed un bastone

Il sole da Est, passa a mezzogiorno per il Sud e tramonta a Ovest quindi, se riesci a tracciare una linea a terra che ne ripercorra il cammino, puoi individuare in modo approssimato la direttrice Est-Ovest e di conseguenza la direttrice Sud-Nord che risulta perpendicolare alla precedente.
Prendi un bastone in grado di proiettare un'ombra definita sul terreno, va bene alto circa un metro. Piantalo verticalmente e segna il punto in cui finisce la sua ombra, ossia dov'è proiettata l'ombra della punta.
Attendi circa mezz'ora, quindi segna un nuovo punto sul terreno, come fatto in precedenza.
Se non hai fretta, puoi attendere un'altra mezz'ora e segnare sul terreno un terzo punto.

Una volta che i segni sono stati posti sul terreno, traccia una retta che passa per i punti individuati: questa è la direttrice Est - Ovest. Guardando il bastone, EST sarà alla tua sinistra mentre OVEST sarà alla tua destra.
Traccia ora una linea perpendicolare. La semiretta che punta in direzione del Sole indica il SUD, pertanto la parte opposta della linea indicherà il NORD.
La posizione dei quattro punti cardinali è approssimativa e porta a notevoli errori di rotta su lunghe distanze, quindi occorre fare uso di questo metodo se non servono dei riferimenti precisi.


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