Sicurezza in viaggio
Corretto il 28.03.2016

Mia moglie e mio figlio dicono che, invecchiando, divento paranoico e che la mia mania per le arti marziali, il Krav-Maga, la forma fisica e le armi sono passioni discutibili... Forse hanno ragione, ma le cose utilizzate con lucidità, con la testa ed il cuore non arrecano danni a nessuno, concorrendo ad aumentare il fattore sicurezza.
Sarà una mia sensazione, ma recentemente non si può certo dire che viviamo giorni sereni, all'insegna della tranquillità, economica, ma soprattutto sociale.
Non serve tirare in causa i fatti di cronaca nera o quanto orbita attorno alle organizzazioni, è sufficiente guardarsi attorno per osservare il cretino che accelera quando vede qualcuno che si accinge ad attraversare sulle striscie pedonali o passa con il rosso pretendendo di avere ragione perché l'autoveicolo è l'unica estensione emozionale della sua gretta esistenza. Non è inusuale imbattersi in chi è pieno di problemi di varia natura - famigliari, economici, lavorativi - e sfoga le sue frustrazioni con la violenza prima verbale poi fisica per scaricare la tensione nervosa. C'è gente insospettabile (termine discutibile: il violento manifesta le sue inclinazioni in vario modo; bisogna avere gli occhi bendati per non accorgersi preventivamente che qualcosa non va...) che ammazza per una sigaretta negata, uno sguardo non desiderato o perché entra in casa di un anziano e trovando pochi Euro lo riduce in fin di vita per ritorsione.
La scintilla della violenza può innescare la bomba psichica latente in centinaia di individui; è sufficiente un accumulo di tensione prolungato nel tempo e che in un determinato momento la soglia della normalità sia superata per generare un effetto valanga incontenibile.
Le leggi, per ora, impediscono la degenerazione della società ma è necessaria la certezza della pena e qualche riforma per garantire almeno la legittima difesa all'interno della propria abitazione.
Ad oggi, la difesa dell'incolumità rischia di avere risvolti penali perché se un branco entra in casa ed il propietario apre il fuoco (con armi legalmente detenute) passa dalla parte del torto e deve procurarsi un valido difensore per provare che non vi sia stato un eccesso di difesa... Eppure i delinquenti non sono stati invitati ad entrare per rubare e violentare.
Gli istruttori di Krav Maga insegnano ad evitare qualsiasi scontro verbale e fisico, ad evitare di ficcarsi in situazioni pericolose imparando a riconoscere gli atteggiamenti delle persone. Bisogna prendere coscienza che chi attacca briga non ha mai nulla da perdere o ha superato il limite di non ritorno e quindi difficilmente lo si riporta alla ragione.
Evitare lo scontro non è questione di codardia, diventa una condizione necessaria per non passare dalla ragione al torto. Assurdo, certo. Bisogna ingoiare il boccone ma è necessario riconoscere che ai giorni d'oggi, quello che negli anni '70 finiva con un paio di pugni, potrebbe proseguire con un pestaggio da parte di un gruppo, una vendetta trasversale, una coltellata al fegato o un copo di pistola (di solito detenuta illegalmente).
Altro caso emblematico sono le liti che si riscontrano durante gli incidenti, eppure tutti paghiamo assicurazioni salate proprio come forma di tutela. Inutile catapultarsi fuori dall'auto dopo un incidente: prima osserva il comportamento degli altri, se sei sicuro di aver ragione e temi per l'incolumità tua e di chi è con te, perché la controparte è troppo nervosa, chiama i carabinieri o la polizia, fornendo generalità, il luogo del sinistro e il modello e targa dell'auto coinvolta con la tua, accennando alla situazione che si sta delineando e attieniti alle loro istruzioni... Giusto per sicurezza.

La domanda che sorge è: "com'è possibile gestire le paure e timori nei confronti della propria sicurezza (o quella della famiglia) sia a casa propria, sia mentre si viaggia?"

La risposta non è univoca; sia nel luogo di residenza, sia in viaggio, esistono delle sovrapposizioni, ma in linea di massima è funzione di tre variabili:

Circostanze individuali: In genere, una donna è più a rischio di un uomo, una persona debole è più a rischio di una persona forte e infine, un turista, è sempre più a rischio di un indigeno (inteso come persona del luogo).
Queste sono cose contro cui possiamo fare poco a parte il fatto di riconoscerle come fattori di rischio e pertanto adeguare di conseguenza le nostre aspettative e comportamenti.
Altri fattori sono maggiormente sotto il nostro controllo.
Le persone che appaiono sicure, che prestano attenzione a cosa li circonda e che si muovono in modo svelto e risoluto è più difficile che si attirino problemi, rispetto a coloro che sembrano nervosi, si muovono mesti, sono disattenti o senza una meta o si attardano con lo sguardo ad osservare gruppi di individui, magari poco propensi ad uno scambio civile di opinioni.

Luogo e area geografica: così come alcuni quartieri, alcune parti del mondo sono intrinsecamente più rischiose di altre. Questi luoghi (e loro dintorni) cambiano a seconda di come soffia il vento della politica e dell'economia - locale o internazionale, pertanto assicurati o prendi coscienza dello stato di un determinato quartiere o della situazione socio-politica prima di avventurarti in luoghi che sai essere malfamati o instabili.
Per chi viaggia, gli uffici del Ministero degli Esteri sono una buona fonte di informazioni.

Percezioni personali: Ognuno possiede un proprio livello di tolleranza al rischio.
Alcuni sono estremamente sicuri di se o riescono ad averne l'aspetto; altri si sentono relativamente tranquilli anche in situazioni di estremo rischio o riescono a dissimulare il loro fastidio, infine si sono quelli che vedono sempre tutto nero.
O si limano e superano i propri limiti, oppure è meglio evitare di muoversi eccessivamente, evitare accuratamente quartieri malfamati o caldi e, nel caso di un viaggio, optare per uno organizzato o un residence tranquillo: non c'è ironia i questo mio pensiero, è inutile infliggersi delle sofferenze o rendere la propria vita quotidiana, oppure vacanza, un inferno.

Il tarlo del dubbio

Il pianeta è pieno di caste politiche e commerciali che si giovano del terrore o della semplice paura della gente. Viviamo in un tempo e in un mondo in cui abbiamo assisistito ad un rapido aumento della capacità di fornire notizie in tempo reale da parte dei mezzi di comunicazione; per contro non ha fatto seguito un'altrettanto adeguamento della capacità critica e di analisi delle persone.
Questa dicotomia ha permesso al tarlo del dubbio e quindi dell'insicurezza e della paura, d'insinuarsi nelle menti di moltissime persone, creando uno stato d'incertezza di una portata senza precedenti nella storia dell'uomo.
Alcune persone si prendono la briga di immaginarsi, e quindi di confrontarsi, con i peggiori scenari (rischi) che gli sono stati abilmente "venduti" dagli organi d'informazione.
L'esempio classico è legato al terrorismo internazionale.
I timori del terrorismo aereo sono in larga parte irrazionali: se i terroristi riuscissero a dirottare almeno uno dei tanti voli commerciali europeri, e questo ogni settimana, la possibilità di trovarsi su quel volo, in quel determinato momento, nel corso della propria vita, è pari a 1 su 135.000.
"Ehi, quarda che è maggiore di zero!" Qualcuno potrebbe obiettare.
È vero. Tuttavia, la possibilità, nel corso della propria vita, di essere colpiti da un fulmine, è pari a 1 su 35.000. Anche in questo caso maggiore di zero, ma tutti noi continuiamo ad uscire di casa anche quando ci sono temporali. È un numero circa 4 volte maggiore, sempre nell'ipotesi che ogni settimana vada a buon fine un dirottamento.
Il vero pericolo di cui ognuno di noi dovrebbe tenere conto, è quello di guidare l'autovettura per raggiungere l'aeroporto: la possibilità di perdere la vita in un incidente automobilistico è di circa 1 su 83, un paio di miglaia di volte maggiore dello soncertante scenario legato al dirottamento.
I terroristi hanno inflitto più danni ai loro "nemici" scombussolando, ritardando e complicando all'inverosimile il mondo dei voli commerciali.
Tutto questo ha favorito una serie di interessi legati alla sicurezza con un bel giro d'affari quindi, tutto sommato, qualcuno ci sta guadagnando.

Sia chiaro che i rischi connessi ad un viaggio si sono sempre, eccome!.
Ci sono rischi associati ad ogni passo e ad ogni respiro che fai, ma sono decisamente minori, rispetto a quello che la maggioranza delle persone sceglie di credere.
Se ti senti sicuro mentre guidi l'auto, non devi avere dei dubbi sul resto dei tuoi viaggi.
Prendi solo delle regionevoli precauzioni, come faresti nella vita di ogni giorno, ma non vivere nella costante paura che qualcosa stia per accadere.

Riappropriamoci tutti del nostro senso critico ed esercitiamolo.

Circostanze individuali ed eventi fortuiti

Parlando di "circostanze individuali", mi trovo sull'estremo inferiore della scala del rischio: sono un uomo alto 1,70m, peso 65kg con predominanza di massa magra ed in condizioni fisiche eccellenti. Grazie ai miei trascorsi di arti marziali ho una certa pratica sui meccanismi dell'autodifesa e sulla psicologia dei malintenzionati (valutazione comportamentale, comunicazione non verbale, ecc.); cammino rapido, prendo sempre le scale e mai gli ascensori. Il servizio militare mi ha insegnato a stare attento a quello che mi circonda senza dare nell'occhio e ad evitare situazioni potenzialmente pericolose.
Non frequento vicoli bui, quartieri malfamati, locali ambigui... Del resto, cosa ci fa una persona onesta in certi luoghi?
Il più delle volte, quando mi recavo all'estero - soprattutto per lavoro - non assomigliavo molto ad uno straniero, perché cercavo di vestirmi e comportarmi come i locali.
Forse a causa di tutto questo, non mi sono mai preoccupato troppo del fattore sicurezza. In genere mi gestivo una tasca nascosta quando sapevo che sarei passato per un turista, portavo con me il fischietto dai toni acuti ed usavo occasionalmente un ferma porta oppure una sedia bloccata alla maniglia, dove pensavo che la sicurezza della stanza venisse meno.


000webhost logo