Cibo d'emergenza
Riconoscere animali, piante del bosco e dei prati
correzioni 11.01.2017

AVVISO: quanto descritto è a solo scopo illustrativo e provato sul mio metabolismo, quindi la raccolta di piante spontanee ed animali ad uso alimentare, così come l'alimentazione estrema, sono a tuo rischio e pericolo.
Specie animali e vegetali condividono gli habitat: la presenza di piante o esseri viventi eduli innocui non preclude la coesistenza con animali potenzialmente pericolosi, letali e piante velenose. Inoltre ogni alimento può essere potenzialmente nocivo a causa di intolleranze, allergie, carenze di enzimi specifici o erroneo riconoscimento, pertanto non mi assumo responsabilità civili e penali sull'uso impropio dei contenuti di questa pagina.
La caccia di animali selvatici, così come la raccolta di specie vegetali è regolata dalle Leggi dello Stato per la salvaguardia dell'equilibrio naturale.

Animali eduli

Larve — una vera miniera di proteine

Entomofagia... Può sembrare una degenerazione alimentare, invece è il termine che designa la pratica di cibarsi di insetti. La dieta classica mediterranea non prevede il consumo di queste creature, eppure dalle mie parti, quando ero giovane, si consumava un formaggio, simile al Casu Marzu sardo, colonizzato da larve d'insetto, e nessuno si scandalizzava o formalizzava... Inoltre, gli insetti, apportano proteine in ragione del 65%-80% del loro peso, contro il 20% fornito dalla carne di manzo.
Quando ho vissuto in Cina ed ho trascorso un certo periodo in Corea l'entomofagia era all'ordine del giorno e sia insetti, sia larve, si trovavano in tutte le salse, anche in conserva.
Alcuni insetti, come gli ortotteri (grilli e cavallette) subiscono metamorfosi incomplete dove, nello stadio giovanile, si trovano individui che sono copie in miniatura degli adulti.
Per contro, Coleotteri (come il maggiolino, la coccinella, il cervo volante), Lepidotteri (le farfalle) mosche, imenotteri (api, verpe e formiche) hanno un ciclo vitale definito metamorfosi completa, ossia attraversano modificazioni morfologiche che li differenziano dall'individuo adulto: si tratta dello stadio larvale, quello che la gente identifica nei bruchi o vermetti, tarli e larve.
Giusto per dare un'infarinatura generale e senza pretese, distinguiamo i bruchi dalle larve, sfruttando un semplice disegno.

I buchi rappresentano lo stadio giovanile delle farfalle (nel disegno: larva eruciforme), possiedono un insieme di appendici addominali sui segmenti posteriori del corpo, che sevono loro per deambulare, mentre in prossimitè del capo, si trovano gli abbozzi di zampe prensili.
Le larve (nel disegno: larva melolontide e apode) assumono svariate forme e possono cibarsi di qualunque cosa, dai vegetali agli animali e loro escrementi. Possono essere apodi, ossia prive di zampe o abbozzi, oppure possederle solo nei segmenti superiori del corpo.
Proprio a causa di questa varierà rispetto sempre una coppia di regole:

Seguendo le regole, mi interessano solo le larve di coleottero che parassitizzano il legno o che si nutrono di quello in decomposizione o di frutti duri come le noci o le ghiande. Le larve non possiedono un esoscheletro come gli individui adulti, il nostro sistema digerente non necessita quindi di particolari enzimi e cibandosi di lignina non accumulano sostanze dannose per l'uomo nei loro tessuti.
Raccogliere larve richiede un buon bastone in grado di capovolgere i tronchi ed un coltello da escursionista per scavare o frammentare il legno o aprire le cortecce.
È possibile individuare le colonie attive di larve cercando la presenza di accumuli di segatura nei pressi della base dei tronchi, di scavi prodotti dagli uccelli o di alberi abattuti dai bordi frastagliati e dall'interno scavato; in genere queste cadute sono dovute all'elevata presenza di larve che hanno colonizzato floema (la parte più nutriente), libro e cambio, minando la stabilità dell'albero. Anche i ceppi sono luoghi in cui si annidano le larve, ma sovente si trovano anche sotto la corteccia umida, a contatto con il suolo.

Tronchi in zone ricche di muschio o nel sottobosco fitto e umido sono i luoghi migliori in cui trovare larve. Non devi fossilizzarti solo sui tronchi, anche grandi rocce offrono riparo e cibo a grandi colonie di insetti e quindi alle loro larve.
Zolle di terra, muschio e vecchie tavole marcescenti sono altri luoghi di possibile raccolta.
Puoi anche scavare tra gli accumuli di ghiande o altri tipi di noci e semi che si trovano sul terreno, oppure aprirli per trovare larve di ogni dimensione che possono essere mangiate, questo perché molti insetti xilofagi e non, depongono le loro uova all'interno dei frutti di cui si ciberanno le larve.
Insomma, hai a disposizione una pletora di possibili luoghi in cui cercare questa fonte di proteine un po' alternativa.
Ogni volta che si procacciano larve, è necessario non distruggere l'habitat di questi insetti, quindi sarebbe bene operare in maniera meno invasiva possibile cercando di ripristinare la posizione del tronco, delle cortecce o delle zolle erbose a fine raccolta, evitando anche di demolire eccessivamente il ceppo, mentre si scava.
Il periodo dell'anno è importante poichè dopo la deposizone delle uova e lo stadio larvale, gli individui maturano e diventano insetti a tutti gli effetti.
Mi rendo conto che può suonare un po' selvaggio, ma il mio suggerimento è quello di cucinarne una e provare questo alimento almeno una volta nella vita.
Se mi domandi se sono buone o che gusto hanno, posso riponderti che dipende da ciò che hanno mangiato, ma generalmente hanno il sapore del grasso delle nocciole un po' irrancidito e alcune hanno sentore di fungo cotto sulla brace, leggermente affumicato.
Non so che gusto possano avere, mangiate crude, soprattutto quale sia la loro consistenza una volta in bocca e sotto i denti.
Il gusto è una cosa e la consistenza un'altra, per questo è essenziale arrostire o friggere le larve ed eventualmente stufarle con verdure, prima di mangiarle: non solo perché si rassoda la loro carne, ma anche perché potrebbero contenere agenti patogeni (protozoli, o altri parassiti) in grado di creare problemi di salute, anche seri.

Un bastoncino accuminato è fenomenale per cucinare le larve: puoi utilizzare sia legno verde sia secco per infilzare il cibo, ma devi badare a non eccedere con la cottura. Personalmente faccio finta di avere dei piccoli würstel e mi regolo di conseguenza.
Nel caso di grosse larve, prima di mangiarle, è possibile rimuovere la grossa testa che risulta coriacea.
Nelle uscite con mio figlio, ci siamo più volte divertiti a cercare le colonie di larve, senza per forza di cose raccoglierle e mangiarle. È una delle tante attività che si possono svolgere assieme nei boschi, per trascorrere un po' di tempo assieme e trasmettere alcune nozioni che non si possono acquisire a scuola.

Vermi

I vermi (Annelidea) sono eccellenti fonti di proteine.
Per raccoglierli, scava nei suoli ricchi di humus, oppure cercali in superficie dopo una pioggia.
Il loro tubo digerente è colmo di terra o composti organici da cui traggono nutrimento: basta osservare un verme controluce per rendertene conto. Dopo averli raccolti, ponili dentro un contenitore con acqua fresca potabile per qualche minuto. Gli anellidi subiranno un processo naturale di purgatura e lavaggio interno e saranno pronti per essere consumati, sia crudi, sia cotti.
La prima alternativa è poco auspicabile per via della consistenza e mobilità che presentano una volta in bocca. Per quello che mi riguarda, a meno di non essere disperato, preferisco cuocerli. Se si mangiano crudi, è possibile marinarli nel limone (se c'è), aggiungere un po' di peperoncino rosso sminuzzato o foglie di portulacca e gambi di trifoglio per migliorarne (in verità coprirne) il gusto.

Rettili (serpenti o bisce)

Altra notevole fonte di proteine, relativamente facili da reperire e procacciare.
Sono animali rapidi perché spesso prede di rapaci o altri animali, alcuni molto fieri e battaglieri, come certi biacchi di taglia notevole che bazzicano nei boschi che frequento e che si rivoltano con soffi e morsi che si sentono, se provi a prenderli.
Il periodo migliore per la caccia è il mattino, quando sono ancora intontiti e cercano calore. Usa un bastone con punta a forcella, lungo un paio di metri, in modo da non avvicinarti troppo e spaventarli (e magari non farti mordere). Non devono soffrire quindi, una volta immobilizzati, è corretto provocare una morte netta, mozzando la testa con il coltello.
Appendi la serpe per la coda e lascia dissanguare (pochi minuti), quindi taglia il ventre ed eviscera per bene. Prendi la pelle dall'attaccatura della testa e scuoia il rettile tirando verso la coda. Se hai manualità, la pelle può essere conciata per farne una cintura.
Se non sono presenti parassiti, lava bene la carne poi arrotola il serpente su un bastone e cuocilo rosolandolo vicino ad un braciere.
Puoi anche tagliarlo a pezzi, come si fa con l'anguilla, per cuocerlo sulla piastra o per bollirlo assieme a vegetali e ricavarne una zuppa.
Personalmente evito le vipere, anche perché sono anni che non ne incontro una, sebbene il mio padrino di battesimo non si facesse molti problemi a mangiare pure quelle, non tanto per necessità quanto per una questione di non spreco: le uccideva per evitare problemi ai cani e alle capre e per non gettarle le puliva e consumava.
Se ti vuoi cimentare in questa cucina alternativa, ricorda di non consumare mai carne di serpente cruda, potrebbe contenere patogeni nocivi al nostro metabolismo, che solo il calore di una lunga cottura riesce a distruggere.

Piante e frutti eduli

Si possono ottenere piante con più facilità e tranquillità della carne e le piante possono essere sia fonte di cibo - offrono carboidrati, la principale fonte di energia - sia di blandi medicinali.
Molte piante contengono abbastanza proteine per mantenere il corpo a un normale livello di efficienza. Anche se i vegetali non possono offrire una dieta equilibrata, potrebbero comunque sostenerti anche nell'artico, dove il cibo è essenziale per produrre calore.
Fonti vegetali, come noci e semi, forniscono abbastanza proteine e oli essenziali, mentre radici, parti verdi e piante, contengono uno zucchero naturale che apporta calorie e carboidrati sufficienti a darti energia.
Si possono seccare le piante con il vento, in correnti d'aria, al sole o tramite il calore del fuoco. Questo ne ritarda il deterioramento, così da poterle conservare e trasportare per poi usarle quando sono necessarie.
Troverai un repertorio fotografico corredato da succinte indicazioni (senza alcuna velleità accademica o botanica) delle principali fonti alimentari vegetali reperibili nel nostro Paese - che ho avuto la possibilità di sperimentare - e come sfruttarle per ricavarne cibo e non solo.

Inonotus obliquus — un fungo polivalente

Il fungo prassita della Betulla, Inonotus Obliquus, noto anche con il termine di Chaga, è originario della Russia ma si è diffuso un po' per tutto l'emisfero boreale.
La sua presenza si evince perché estrude la sua parte vegetativa dalla corteccia dell'albero e assomiglia molto ad un nodo ligneo carbonizzato e fessurato, con l'interno sugheroso di colore arancione.

Ha un ciclo di circa 7 anni in cui può raggiungere anche la dimensione di 70 centimetri di diametro. La fine del ciclo vitale del fungo coincide con il rilascio delle spore e con la morte dell'ospite.
Il Chaga non ha una stagionalità, ossia non dipende dal ciclo delle stagioni, ma è raro: lo si trova sul 3 per mille degli alberi, percentuale che aumenta spostandosi a latitudini maggiori di 45°... Non aspettate di trovarlo in zone troppo temperate.
È un vegetale estremamente versatile; a parte l'uso classico come esca per il fuoco o sistema di trasporto della brace che ne facevano gli uomini già 5200 anni or sono, il fungo può essere utilizzato a scopi medicinali, non essendoci riscontri sulla sua tossicità.


Nota:

Ötzi, l'Uomo venuto dal ghiaccio, portava con se il Lapacendro, detto fungo esca (Fomes fomentarius), dissimile ma spesso confuso con l'Inonotus obliquus in alcuni articoli.
Il lapacendro essiccato era addizionato con azoto ricavato dell'urina, il che lo rendeva particolarmente suscettibile alle scintille.
Come farmacopea, Ötzi aveva il Poliporo di betulla: ne portava con se nella sua sacca e ne teneva due pezzi, grossi come noci, forati al centro e infilati in una sorta di braccialetto, fatto con una striscia di pelle di cervo, attorno al polso sinistro. Si presume lo usasse per curarsi; note sono infatti le proprietà emostatiche e vermifughe.


Il fungo Inonotus essiccato è eccellente come esca per il fuoco, sia con l'uso di scintille, sia con la lente. Con l'archetto, è sufficiente piazzare il piolo direttamente in una cavità scavata nel tallo. La brace si forma rapidamente ed è necessario tagliarne un pezzo per evitare che consumi tutto il fungo. Brucia così efficacemente che è difficile spegnerlo, anche cercando di scavare la brace.
Per trasportare il fuoco o conservarlo, è sufficiente avviare la combustione in un pezzo dalle dimensioni di un pugno; questo si consumerà lentamente durando diverse ore.

Dal punto di vista delle proprietà medicinali, il Chaga possiede una buona quantità di enzimi immuno-stimolanti ed è il vegetale che apporta la maggiore quantità di acido pantotenico, inoltre contiene riboflavina e niacina in dosi significative. Sono state trovate alte concentrazioni di fitosteroli, Betulina e Acido Betulinico, un anti tumorale di origine naturale, elementi non idrosolubili e quindi estraibili solo ricorrendo alla classica tintura alcolica.
Il Chaga contiene più anti ossidanti di qualunque sostanza consumata dall'uomo e sostanze ad azione SOD - superossido dismutasi (un processo enzimatico che induce la trasformazione del radicale libero superossido O2- in altre sostanze meno dannose).
La scala ORAC, acronimo di Oxygen Radicals Absorbance Capacity, ossia Capacità di Assorbimento dei Radicali dell'Ossigeno, misura la quantità di radicali O2- liberi nel corpo, che un determinato tipo di cibo è in grado di assorbire.
I funghi Reishi hanno un valore pari a 4934, i funghi Maitake 15977, il Chaga si colloca a 52000, quasi un ordine di grandezza superiore al valore di 7000 indicato come soglia in grado di ridurre il rischio di contrarre il cancro.
Nota che non ho parlato di curare; nessuno può asserire una cosa simile senza prima aver effetuato un serio e documentato screening specifico.
A parte questo specifica peculiarità, il Chaga è un ottimo alleato nel bosco poiché gli sono riconosciuti alcuni benefici, tra cui:

In tutto sono stati individuati 215 nutrienti, ma la concentrazione è legata all'età del fungo e alla zona climatica in cui si è sviluppato. Per essere veramente efficace dal punto di vista medicinale e nutrizionale deve essere prossimo al termine del ciclo vegetativo e deve essere cresciuto in un clima avverso, poiché pare che lo stress sia una causa scatenante nella produzione di nutrienti, che il fungo accumula come risorsa per la propria sopravvivenza.
Dal punto di vista alimentare, si può assumere sotto forma di tisana, con lunga infusione in acqua calda, sino a che il liquido non diventa di colore rosso mattone. Questo infuso è ricco di rame, potassio, manganese, zinco, ferro, vitamina D, B2, B3, B5, B6 e B12.
È bene rammentare che l'estrazione dei nutrienti idrosolubili è inficiata dalle alte temperature che, come noto, denaturano alcune vitamine ed enzimi.
Per sfruttare al meglio le qualità del Chaga, si pone un pezzo di fungo in un po' di alcool buon gusto (quello per i liquori fatti in casa) per 48 ore, quindi si prepara un infuso come indicato ed infine si miscelano tisana ed estratto alcolico e si assume la bevanda a piccoli sorsi.

Corbezzolo

Consuma i frutti crudi, dopo averli pelati.

Mandorlo

Consuma i frutti oleosi crudi, dopo averli aperti. Le mandorle migliorano il proprio gusto una volta che sono secche.
Le scorze possono essere utilizzate nelle stufe a legna.

Asparago selvatico

Le uniche parti edibili sono i germogli prima della comparsa delle foglioline, durante la primavera, e devono essere bolliti per 10-15 minuti. I germogli crudi possono causare nausea o diarrea. Le radici fresche sono una buona fonte di amidi. I FRUTTI SONO TOSSICI.

Bambù

Sebbene non sia una pianta autoctona, in alcune aree, una volta coltivate e ora inglobate dal bosco, è facile incontrare enormi cespugli di bambù, specie nelle zone umide o nei pressi dei corsi d'acqua.
I giovani germogli sono mangiabili sia crudi, sia cotti.
I germogli crudi hanno uno spunto amarognolo che scompare dopo una prima bollitura; preparali asportando le foglie protettive, che in genere presentano una peluria rossa.
Nel caso il bambù fiorisse, anche i semi sono eduli, facendoli bollire come se fosse riso. Si possono polverizzare e utilizzare come succedaneo della farina, per fare delle focacce non lievitate.
Il bambù maturo è un ottimo materiale da costruzione da cui è anche possibile ricavare utensili e addirittura un arco, tagliando a listelli un fusto di due metri e legandoli assieme come un fascio.
Se si usa come combustibile, il bambù verde può esplodere se gettato sul fuoco, quindi occorre spaccarlo a livello degli internodi per non ritrovarsi con delle piccole granate tra le fiamme.
La membrana interna del bambù, ancora verde, deve essere asportata prima di utilizzarlo come contenitore per il cibo o l'acqua.

Uva Ursina

Le sue drupe si consumano crude o cotte. Puoi fare un tè rinfrescante, utilizzando le foglie tenere e verdi.

Faggio

Si possono mangiare i semi che sono già caduti a terra oppure quelli ancora inglobati dalle borse ormai aperte.
Puoi mangiare queste noci triangolari marrone scuro rompendo il guscio sottile con le unghie, esponendo l'interno bianco e dolce; i semi di faggio sono tra i migliori frutti selvatici che assomigliano ad una noce.
Li puoi anche utilizzare come surrogato del caffè: arrostiscili fino a che la noce diventa di colore dorato e abbastanza dura; polverizzala e dopo aver bollito la polvere o fatto filtrare acqua bollente tramite un pezzuola, ottieni un sostituto passabile del caffè.

Lamponi e More

Puoi mangiare i frutti oppure i germogli, opportunamente pelati.
Utilizza le foglie per fare una tisana. Per il trattamento sintomatico della diarrea, bevi una tisana fatta con la corteccia essiccata delle radici dei cespugli di mora.

Ribes rossi e neri

Puoi mangiare i frutti ben maturi, diversamente hanno un sapore terribile e sono indigesti.
Il ribes concorre ad aumentare e migliorare le difese immunitarie, con effetti antinfiammatori.

Mirtilli

Consuma i frutti crudi, ricchi di vitamine e anti ossidanti.

Loto

Sebbene non sia una pianta autoctona, è diffusa anche da noi in molti giardini e piccoli bacini artificiali. Poiché è possibile mangiare tutta la pianta, meglio conoscerla.
Puoi mangiare i fiori, i semi, le foglie giovani e i rizomi cotti. Il rizoma può essere utilizzato come condimento. Petali, foglie e rizomi crudi sono buoni, ma potrebbero trasmettere parassiti che proliferano nelle acque stagnanti.
Quando ero in Cina, i petali si mangiavano, mentre le foglie erano solitamente utilizzate come piatto per il cibo in alcuni ristoranti dove badavano anche all'aspetto coreografico.

Bardana

Pela i piccioli teneri e cuocili come se fossero fagiolini. Le radici si possono consumare bollite, stufate o cotte sulla piastra.
Non confondere la bardana con il rabarbaro, le cui foglie sono velenose.
Un liquido, estratto dalle radici, aiuta la sudorazione e la diuresi: prendi delle radici secche, ammollale e macerale in acqua e poi strizzale. Bevi il liquido.
Utilizza la fibra della corteccia secca e sfilacciata per intrecciare corde o stuoie.

Cicoria e Radicchio

Si può consumare tutta la pianta. Mangia le giovani foglie in insalata, oppure falle bollire per mangiare della verdura cotta. Le radici sono buone previa bollitura, se invece le arrostisci fino a farle diventare marrone scuro, possono essere polverizzate e sfruttate come surrogato del caffè (amaro).

Carrubo

Puoi mangiare i baccelli crudi o bolliti. Puoi polverizzare i semi contenuti nei baccelli (maturi) e farne una panissa.

Giuggiole

La polpa, pestata e macerata in acqua, previa filtratura, produce una bevanda rinfrescante. Se il tempo lo permette, puoi seccare le drupe al sole, come fossero fichi o datteri: i frutti delle giuggiole sono molto ricchi di vitamina A e C.

Castagne

Le castagne sono il vero tesoro del bosco, un cibo che ha permesso la sopravvivenza di molte generazione di montanari, tra cui i miei nonni e genitori quando erano piccoli. Apri i ricci caduti in autunno, sebbene c'è chi utilizza le castagne contenuti nei ricci non completamente secchi.
Le castagne si possono arrostire, dopo averle tagliate per evitare che la pressione le faccia esplodere nella padella. Puoi anche farle bollire, pelate o meno. In quest'ultimo caso farai più fatica a pelarle, una volta cotte. Puoi mangiarle oppure preparare una purea. Seccate si conservano a lungo. Una volta pestate e polverizzate, offrono una farina molto nutriente, usata per fare dolci, pani o focacce.

Castagne d'acqua

La castagna d'acqua è una pianta acquatica che radica nel fango con piccole foglie che si sviluppano a pelo d'acqua. Le foglie galleggianti sono più ampie. I frutti si sviluppano sott'acqua e presentano quattro spine appuntite. Si mangiano crudi o preferibilmente cotti, per evitare contaminazioni da parassiti che proliferano nelle acque stagnanti.

Fragola di bosco e Falsa fragola (Fragola Matta)

Puoi consumare i suoi frutti maturi, che contengono molta vitamina C. Anche le foglie possono essere mangiate, oppure seccate per preparare tisane.

Setaria

È un cereale a grano nudo, molto simile al miglio, che matura in tarda estate, così chiamato per le sue pannocchie, sericee al tatto.
Mangia i chicchi, cotti per eliminare il sapore amaro.

Nocciolo

Mangia frutti in autunno: sono ricchi di omega-3 e altri oli vegetali.
Le scorze possono essere utilizzate nelle stufe a legna.

Noce

Mangia frutti in autunno: come le nocciole, sono ricchi di omega-3, proteine e diversi oli vegetali.
Le scorze possono essere utilizzate nelle stufe a legna.
Le noci si possono bollire ed utilizzare il liquido di cottura come fungicida.
I malli (la noce verde, allegata e immatura) possono essere sfruttati per produrre un liquore chiamato nocino di San Giovanni. Il frutto immaturo produce un unguento marrone scuro, utile per tingere vestiti o per il camuffaggio.

Piantaggine

Le giovani e tenere foglie si possono mangiare crude. Le foglie più vecchie dovrebbero essere bollite. I semi possono essere consumati crudi o arrostiti.
Per alleviare i dolori da ferite o escoriazioni, macera l'intera pianta per circa un minuto, in un po' d'acqua, quindi applica il cataplasma sull'area interessata.
Per il trattamento sintomatico della diarrea, bevi una tisana fatta con 28 grammi di foglie, bollite in mezzo litro di acqua. I semi, per contro, sono lassativi.

Acetosa o Acetosella

Le piante si possono mangiare crude o cotte. Contengono vitamina C, ossalato di ferro e pertanto acido ossalico e ferro.
L'eccesso di acido ossalico, che si trova nel vegetale crudo, può essere dannoso se assunto in grosse quantità. Poiché si tratta di un composto termolabile, è sufficiente cuocere le piante prima di mangiarle.

Tarassaco

Si mangia tutta la pianta; le foglie crude o cotte e le radici bollite. Arrostite e tritate, le radici forniscono un surrogato del caffè. Il Tarassaco contiene alte dosi di vitamina A, C e di calcio.
Il succo lattiginoso nel fiore può essere utilizzato come colla.

Portulacca invernale

Si mangia tutta la parte aerea, cruda o cotta come fossero spinaci. Ha un alto contenuto di vitamina C, che aiuta a prevenire lo scorbuto.

Lisca Maggiore

Meglio nota come Typha angustifolia, o Tifa, i suoi giovani e teneri germogli possono essere mangiati crudi o cotti. Il rizoma è spesso coriaceo, ma è una ricca fonte di amido: preleva la parte ipogea della pianta e lavala dalla terra, mondandola da eventuali artropodi o animaletti. Predisponi un recipiente di acqua pulita e, immergendo i rizomi, sfaldali per confricazione; l'amido contenuto tra le fibre tenderà a depositarsi sul fondo sotto forma di precipitato. Quando hai terminato l'opera di sfaldatura dei rizomi, versa con attenzione l'acqua senza rovesciare il contenuto del fondo.
Ribalta il secchio su una superficie pulita (un sacco di plastica è l'ideale) e fai asciugare la polvere. Una volta secca, puoi utilizzala come fosse farina.
Anche il polline di questa pianta è una ricca fonte di amido, raccoglilo usando un sacchetto di carta e quando ne hai un bicchiere, puoi aggiungerlo alla farina o allo stesso amido che hai precedentemente raccolto per farne dei biscotti o delle pagnottelle.
Quando la lisca è ancora verde (immatura), puoi bollire il gineceo (la parte femminile del fiore) e mangiarlo come fosse una pannocchia di mais.
I semi cotonosi possono essere utilizzati per riempire cuscini o come materiale isolante.
La peluria è un eccellente esca per il fuoco.
La Lisca Maggiore secca e bruciata è efficace come repellente contro gli insetti.

Gelso

Si mangiano i frutti, sia crudi sia cotti. Si raccolgono in estate ed è possibile essiccarli per consumarli durante l'inverno.
ATTENZIONE: mangiati in grosse quantità sono lassativi.
I frutti immaturi possono produrre effetti allucinogeni, causare nausea e crampi.

Ortica

Mangia i giovani germogli e le foglie in primavera-estate. Fai bollire almeno per 10-15 minuti in modo da eliminare i composti urticanti. Usa i germogli nei risotti, nei minestroni, nelle frittate o nelle frittelle. È un integratore di vitamina C e ferro.
Gli steli vecchi contengono uno strato fibroso che, suddiviso in fibre singole, puoi intrecciare per ottenere robusti cordini.
ATTENZIONE: foglie e fusti sono ricoperti da peli contenenti una sostanza urticante. Quando si sfiora la pianta, l'apice dei peli si rompe e ne fuoriesce un liquido che irrita la cute e gli occhi, per contatto.

Rosa canina

Fiori e boccioli si mangiano crudi o bolliti. In caso di emergenza, è possibile pelare e mangiare i giovani germogli. Puoi bollire le giovani e verdi foglie in acqua per fare tisane.
Le bacche sono la vera ricchezza della Rosa Canina, ma occorre ricordare che si consuma o si utilizza solo la porzione esterna di questi frutti. I semi al loro interno contengono piccoli uncini che irritano le mucose o possono causare seri problemi al tubo digerente.
Dopo la cascola dei petali, puoi mangiare le bacche fresche: la polpa è molto nutriente ed è un'eccellente fonte di vitamina C.
Puoi conservare le bacche raccogliendole fresche e, dopo averle aperte e mondate dai semi, falle seccare per poterle consumare durante la stagione fredda.
Frantuma e polverizza le bacche essiccate e mondate per farne farina.

Fico

Puoi mangiare i frutti BEN MATURI, oppure farli seccare, tagliati a metà su stuoie intrecciate. Se hai delle noci, una volta che i fichi sono bene appassiti, puoi inserire un gheriglio nella polpa e chiudere i due lembi, ottenendo così un alimento molto calorico per la stagione fredda.

Sorgo

Il sorgo è molto nutriente: puoi mangiare i chicchi (semi) in qualsiasi stadio del loro sviluppo e maturazione. Quando sono freschi, le granaglie sono commestibili crude e sono lattiginose. Fai invece bollire i grani al loro completo stadio di maturazione.
Gli steli alti del sorgo possono essere sfruttati come materiale da costruzione (tetti o coibentazioni).

Zigolo dolce o Chufa

È una pianta che produce un tubero commestibile, noto anche con il nome di chufa o xufa. Possiede un sistema radicale rizomatoso dove di formano i tipici rigonfiamenti (rizomi), note con i vari appellativi di zizzole di terra, bagigi, mandorle di terra o tiger nuts per gli americani. Cresce nelle vicinanze di zone umide come paludi e acquitrini.
Si mangiano i rizomi, crudi, bolliti, stufati o cotti sulla pietra. Secchi e macinati, possono essere un buon surrogato del caffè.

Bagolaro o Lodogno

Puoi mangiare le drupe, quando divengono scure. Hanno un sapore dolciastro, ma la polpa è scarsa.
Il suo legno si presenta chiaro, duro, flessibile, tenace ed elastico e di grande durata. È ricercato per mobili, manici, attrezzi agricoli e lavori al tornio. È inoltre un ottimo combustibile.

Quercia

I frutti sono eduli, ma contengono grandi quantità di composti amari e devono essere pretrattate per evitare danni alla salute; le ghiande di Quercia Bianca hanno in genere un gusto migliore di quelle di Quercia Rossa.
Raccogli e sguscia le ghiande, quindi porta ad ebollizione una pentola d'acqua e ammolla gli acheni, possibilmente ridotti in pezzi grossolani. Quando l'acqua ha preso un colore scuro, scola le ghiande.
Porta nuovamente ad ebollizione una pentola d'acqua e versagli i pezzi di ghianda. Quando l'acqua assume nuovamente un colore scuro, scola i frutti.
Ripeti il procedimento fintanto che l'acqua scurisce. Quando la bollitura produce un liquido chiaro (conta circa 10-15 minuti di ebollizione), hai eliminato le componenti amare. Il processo può essere velocizzato, se aggiungi della cenere di legna nell'acqua.
Lava bene le ghiande se hai usato la cenere.
Una volta sciutte (o fatte aciugare vicino ad un focolare), riducile in polvere ed utilizza la farina per fare focacce.
Puoi anche tostare le ghiande trattate fintanto che diventano marrone scuro, ridurle in polvere ed ottenere un valido surrogato del caffè.
NOTA IMPORTANTE: l'acido tannico è il responsabile del sapore amaro. Assumerne in quantità eccessive può creare seri ed irreversibili problemi ai reni quindi, prima di consumare le ghiande, elimina accuratamente questa sostanza chimica, senza fretta.
Il legno di quercia è eccellente per costruire o come combustibile. Le giovani querce possono essere suddivise in listelli spessi da 3 a 6 millimetri e larghi 1 o 2 centimetri e sfruttati per intrecciare stuoie o cesti. La corteccia di quercia, ammollata e macerata in acqua, produce una soluzione ricca in tannini, utilizzata per conservare la pelle degli animali.

Pino

I semi di tutte le specie di pino - i pinoli - si possono mangiare crudi o cotti, una volta estratti dal proprio guscio protettivo. Puoi anche bollire o stufare i giovani e piccoli strobili (pigne).
Parlando di emergenza nel bosco, ho indicato i giovani e teneri aghi di pino come fonte di zuccheri e vitamina C in tisana/decotto... Si possono anche masticare, ma in questo caso dopo averli pelati con le unghie.
La resina può essere usata per impermeabilizzare o come colla, previa liquefazione all'interno di un barattolo metallico. Durante il processo puoi aggiungere della cenere per rendere più salda la colla, una volta rappresa. Devi usarla immediatamente, non appena è pronta.
In casi estremi, le gocce di resina semisolide possono essere lavorate a mano e usate come otturazioni dentali di fortuna (e provvisorie).

Camenèrio

Questa pianta è diffusa dalle parti dove sono nato, nei boschi poco fitti, lungo le scarpate delle colline e nei prati in quota, specie se queste aree hanno subito incendi.
Mangia le foglie, gli steli ed i fiori nel periodo primaverile perché in estate diventano coriacei. Al limite puoi mangiare il cuore degli steli, aprendoli per eliminare la corteccia.


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