Preparàti al peggio
Suggerimenti e kit per l'autosufficienza familiare
05.06.2012 - corretto 01.07.2016

Cosa ci aiuta a vivere e cosa ce ne può privare

Quali sono le esigenze minimali di base per la vita?
Poche: sono l'acqua, il cibo, un riparo e temperature a livelli accettabili.
Il resto di cui ci circondiamo ogni giorno sono elementi accessori di cui si può fare a meno, quando in gioco ci sono cose più importanti.
Quali sono, quindi, gli eventi che potrebbero privarci di una o più di queste necessità di base?
La risposta è complessa e dipende molto dalla collocazione geografica e dalla geologia del luogo. Da noi gli uragani o i tornado non sono una minaccia, ma il rischio sismico, eruzioni vulcaniche (Sud e Isole) con piccoli e limitati maremoti, dissesti idrogeologici (alluvioni, frane, smottamenti, ecc.) a seguito di piogge torrenziali o prolungati isolamenti a causa di nevicate copiose possono creare seri problemi.
Possiamo anche aggiungere eventi remoti come incendi forestali estesi, fuoriuscite di sostanze tossiche da fabbriche, centrali, trasporti gommati o ferroviari.
Potrebbero esserci situazioni indipendenti dalla nostra collocazione geografica: in una società globalizzata, dove le guerre si giocano alterando le borse e scommettendo sul fallimento degli stati sovrani, un fatto delocalizzato potrebbe ripercuotersi sull'economia e - per assurdo - potrebbe comportare carenze alimentari. Vedremo come sia possibile far fronte a questa evenienza con accorgimenti banali ma efficaci.

L'ABC della pianificazione

Il collega di lavoro negli Stati Uniti, di cui ho accennato in un altro articolo, mi diceva anche che il non pianificare una potenziale emergenza ci pone a rischio della vita quando questa si manifesterà.
Per noi mediterranei, meno paranoici, è un approccio troppo forte, quasi allarmistico, però ognuno può porsi alcune semplici domande e, giusto come esercizio, tentare di rispondere:

La gestione delle emergenze è diversa per chi abita in città, nei piccoli borghi o in campagna; la disponibilità di spazio nei condomini pone problemi per lo stoccaggio di materiale, attrezzature o derrate di riserva, ma anche la stessa mobilità cittadina pone condizioni da ponderare attentamente nello sviluppo organico di un piano di evacuazione famigliare.
Alcuni dei suggerimenti non sono appropriati per chi vive in città e quindi ognuno dovrà trovare soluzioni ad hoc in base al quartiere in cui si vive e allo spazio a disposizione nel proprio appartamento.

Qualunque sia la situazione che s'è venuta a creare, è assolutamente necessario conoscere i rischi presenti sul territorio in cui si vive ed individuare sempre preventivamente le vie di fuga principali o alternative. La cosa si applica anche in edifici o città.
Se esiste ancora una rete informativa radiofonica o televisiva cercare di rimanere aggiornati sui servizi di emergenza, sulla situazione e sulle condizioni meteo e percorribilità strade.
Oltre al kit ideale, dotarsi quindi della radio a manovella e celle solari; quella dell'immagine è una Etòn Solarlink FR600 a manovella/batteria (AA), con celle solari, torcia a LED e presa USB.

È indispensabile mantenete la calma e attenersi alle istruzioni delle autorità civili o militari, evitando di utilizzare telefoni fissi o mobili se non in caso di effettivo pericolo.
Se possibile si devono lasciare libere le strade ai mezzi di soccorso o percorrere quelle secondarie nel caso si debba abbandonare l'area colpita dall'evento.
Quando la situazione lo permette, soccorrere chi ha più bisogno: anziani, invalidi e ammalati.

I kit di emergenza o di sopravvivenza

Iniziamo ora a prendere in considerazione varie alternative che potrebbero dare una sensazione di maggiore sicurezza a tutti coloro che percepiscono l'incertezza per il futuro, ricordando comunque che la Protezione Civile italiana suggerisce caldamente di predisporre una specifica borsa dell'emergenza.
Ognuno deve ponderare attentamente i contenuti delle liste ed adattarli alle proprie esigenze alimentari e di salute, i miei suggerimenti non sostituiscono il buon senso.

KIT individuale leggero d'emergenza da 3 giorni

Questo insieme di articoli ed alimenti di base permette di affrontare, con poche privazioni ma con un minimo di capacità d'adattamento, 3 giorni d'emergenza fuori casa, nel caso si verifichi un qualunque problema che non consenta di rientrare.
I prodotti a scadenza devono subire una rotazione (ossia consumati se edibili, e sostituiti). Tenendo conto che ognuno di noi, uscendo da casa, ha con se un fazzoletto di stoffa, possiede in genere un minimo di denaro contante (banconote e monete) ed un cellulare, alcuni con radio incorporata, ecco in cosa consiste il kit, che per essere efficace si dovrebbe avere sempre con se:

Zainetto da 20 litri (dove stipare i prodotti)
1Penna biro e piccolo blocco note
3Barrette energetiche equivalenti a 6000 Kcal — scadenza
3Sacchetti da 25 gr. o 50 gr. di mela e banana disidratate — scadenza
3Bottiglie di acqua naturale da 1/2 litro — scadenza
5Bustine potabilizzanti (Steridrolo) — scadenza
1Poncho impermeabile
1accendino o scatola di fiammiferi antivento in contenitore stagno
1Candela stearica di tipo medio e largo
3Luci chimiche (12 ore ciascuna) — scadenza
1Minitorcia AA o AAA a LED
1Coltellino multiuso (con lame ben affilate)
1Fischietto
1Pacchetto di salviettine umidificate
1Rotolo di carta igienica (compresso e in sacchetto di plastica)
5Mascherine antipolvere
5Sacchetti con chiusura ziploc (per rifiuti o altro)
1Spazzolino e dentifricio da viaggio — scadenza
Batterie per la minitorcia a LED — scadenza
1Cambio di biancheria (slip, t-shirt e calze) in busta sottovuoto
1Libro
kit   Pronto soccorso + farmaci personali — scadenza
1 Scatola di cerotti misti
3 Compresse di garza
1 Laccio emostatico
1 Rotolo di cerotto di carta anallergico
1 Benda elastica tubolare a retina - 1 metro
1 Flacone di disinfettante monodose da 1 decilitro
1 Blister di Paracetamolo da 6 compresse - febbri, dolori (Co-Efferalgan, Moment, ecc.)
1 Blister di Betametasone fosfato sodico da 6 compresse (Bentelan) da 1mg
1 Blister di antibiotico ad ampio spettro da 6 compresse (es. ciprofloxacine o altri di sintesi)
Igiene femminile (cambio per 3 giorni)
Occhiali di scorta o 3 coppie di lenti a contatto monouso
Scatola a scomparti dei propri farmaci salvavita: chi ne fa uso ha in genere sempre con sé
l'apposito contenitore da viaggio con la scorta per una settimana o più.
il contenuto del kit di P.S. ha solo un fine illustrativo: non costituisce e non proviene da prescrizione né da consiglio medico - leggere le NOTE SUL PRONTO SOCCORSO.

KIT d'emergenza famigliare da 3 giorni

Il kit leggero potrebbe essere utile per un single o per chi si muove per lavoro e rischia di rimanere in qualche modo isolato da casa; altra cosa è la gestione di una famiglia costretta fuori casa o che ne rimane priva nell'attesa dei soccorsi.
Gli articoli indicati dovrebbero ragantire la sussistenza nel classico periodo di latenza necessario perché la macchina dei soccorsi inizi ad operare a regime, garantendo l'intervento capillare nell'area soggetta al problema.
È necessario sfruttare un contenitore di plastica con coperchio a pressione perché deve contenere il necessario per sostenere i membri della famiglia per tre giorni. È utile solo se a portata di mano, ovviamente.
Quando ci si predispone per affrontare una possibile situazione d'emergenza, si ricordino sempre i 4 cardini della sopravvivenza: acqua potabile, cibo, aria respirabile e calore.
Nella scatola ho aggiunto elementi accessori ai 4 cardini, la cui utilità li compenetra e completa. È importante compilare e fornire ad ogni membro della famiglia un pieghevole con le indicazioni di un paio di luoghi ben noti a tutti, dove riunirsi in caso di separazione forzata, in ordine di preferenza, con le istruzioni su come segnalare l'eventuale cambio di destinazione, qualunque sia il motivo. Si inserisca anche residenza e nomi di persone amiche o parenti che siano disposti ad accogliere i famigliari, con i relativi numeri di telefono (sebbene le comunicazioni potrebbero non essere garantite).
Quando si decidono i luoghi d'incontro, nel caso di separazioni fortuite, questi devono essere univoci ed indicati in ordine di precedenza. La regola è: "chi arriva per primo attende gli altri"; se il luogo non è utilizzabile (qualunque sia la ragione) prima di avviarsi a quello successivo è necessario lasciare un segnale eloquente del proprio passaggio in modo che chi giunge in ritardo si renda conto che è stato già preceduto, non deve attendere ma riprendere la marcia poiché è stato deciso di ritrovarsi nel luogo alternativo. Bisogna fare in modo che il segnale non possa essere rimosso e quindi non attirare l'attenzione, se non da parte di chi ne conosce natura e significato.
Chi deve abbandonare la casa per cause di forza maggiore, dovrebbe indossare solo scarpe robuste, meglio se da trekking, per muoversi verso il luogo sicuro.
"Il contenitore" serve per un'emergenza, non per una scampagnata dove ci si riempie la pancia: l'alimentazione sarà frugale, quindi non si inserirà tutto quanto in elenco ma solo quanto calcolato secondo i consumi pro-capite.
Il contenuto deve essere gestito in modo dinamico e rivisto periodicamente in base ai gusti personali e alla disponibilità di mercato: se la famiglia è numerosa si possono riempire due o tre contenitori, senza neonati si escluderanno molti prodotti, i vegetariani faranno scelte diverse, bicchieri e posate si riutilizzano nella giornata. Se non si inseriscono cibi da scaldare il fornello non serve, ecc.
In linea di massima, a titolo d'esempio, ecco gli articoli necessari:

Acqua, 2 litri per persona a giorno (1,5 litri per bere, 1/2 litro per igiene o altro)
Cibo, non deperibile per 3 giorni di alimentazione frugale in funzione del numero di famigliari
Barattoli di minestrone di verdure e/o minestrone con pasta
Scatolette di carne da 140gr - (omogeneizzati per i lattanti)
Scatolette di sgombro, salmone, tonno
Barattoli di crauti (sostituisce la verdura in foglie)
Barattoli di fagioli, piselli, ceci (legumi)
Crackers e/o pane in atmosfera controllata
Latte condensato, in polvere o UHT intero (da 1/2 litro). (Latte artificiale per i lattanti)
Bustine di zucchero
Bustine di caffè liofilizzato
Tavoletta di cioccolata
Biscotti secchi - (Plasmon o Mellin per i lattanti)
Noci e/o noccioline sgusciate sottovuoto.
Barattoli di frutta in conserva o frutta frullata in vaschette - (omogeneizzati per i lattanti)
Scatola di formaggini (conservabile a temperatura ambiente)
Gli alimenti considerati hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio di un dietologo/nutrizionista. È necessario bilanciare i gruppi alimentari e non tralasciare la verdura e la frutta.
Bicchieri, piatti e posate di plastica, tovaglioli di carta per tre giorni d'uso
1Attrezzo multiuso che preveda anche un paio di pinze (Victorinox, Leatherman o Gerber)
1Apriscatole (solo se scatolette e barattoli non sono a strappo o se il multiuso ne è privo)
1Fornello a gas o alcol (contenuto dentro un pentolino di alluminio da 2 litri) e combustibile di riserva
2accendini o scatole di fiammiferi antivento in contenitori stagni
Sacchi per rifiuti (utili anche per creare ripari o impermeabili improvvisati)
Maschere antipolvere o maschere filtranti, e fogli di plastica con nastro adesivo telato per realizzare un rifugio anticontaminazione improvvisato.
Copia dei documenti di proprietà della casa e auto, dei libretti di risparmio, estratti conto, assicurazioni, carte di identità, ecc. custoditi dentro una busta sottovuoto e sigillata a caldo
1Torcia frontale a LED e batterie di scorta
1Fischietto per segnalazioni
1matassina da 30 metri di cordino da roccia/paracadute: diametro 3mm
1Una mappa recente dell'area
2quaderni a quadretti con fogli A4, 2 penne, 1 matita e gomma in busta sottovuoto e sigillata a caldo
Libri, materiale ludico per i bambini.
Radiolina e batterie di scorta per ascoltare le notizie
Salviette umidificate non profumate
Articoli per l'igiene femminile e/o dei neonati
Dentifricio e spazzolino da viaggio, 1 pettine e 1 sola saponetta disinfettante antibatterica per tutta la famiglia (essenziale per l'igiene personale, assieme alle salviette)
Carta igienica (1 rotolo compresso in sacchetto di plastica)
Un cambio completo per persona, comprensivo di: biancheria intima, camicia a maniche lunghe e pantaloni custoditi dentro una busta sottovuoto e sigillata a caldo
Copia di prescrizioni mediche per farmaci salvavita e lenti dentro una busta sottovuoto e sigillata a caldo
kit   Pronto soccorso + farmaci personali — scadenza
1 Scatola di cerotti misti
1 Pacco di compresse di garza
1 Laccio emostatico
1 Rotolo di cerotto di carta anallergico
1 Confezione di benda elastica tubolare a retina
1 Flacone da 1/4 di litro di Amuchina come sterilizzare, disinfettante e potabilizzante
1 Scatola di paracetamolo compresse - febbri, dolori (Co-Efferalgan, Moment, ecc.)
1 Scatola betametasone fosfato sodico in compresse (Bentelan) da 1mg
1 Scatola di antibiotico ad ampio spettro (es. ciprofloxacine o altri di sintesi)
1 Scatola di antibiotico da 3 compresse di azitromicine (es: Zitromax 500 mg)
1 Scatola di vitamina C in compresse
Occhiali di scorta o 3 coppie di lenti a contatto monouso
Scatola a scomparti dei propri farmaci salvavita: chi ne fa uso ha in genere sempre con sé
l'apposito contenitore da viaggio con la scorta per una settimana o più.
il contenuto del kit di P.S. ha solo un fine illustrativo: non costituisce e non proviene da prescrizione né da consiglio medico - leggere le NOTE SUL PRONTO SOCCORSO.

Da montare all'esterno dell'abitazione o tenere in automobile (se utilizzabile):

A che serve? Tanto ci pensano i soccorsi...
È vero, e sono anche efficienti. Ma prima devono arrivare e mettersi all'opera.
Inoltre, ognuno, negli anni, ha acquisito stili di vita all'interno delle mura domestiche. Un'emergenza, di suo, è un evento traumatico, cui si aggiunge il fattore psicologico legato al cambiamento repentino delle proprie abitudini, anche solo dei semplici gesti quotidiani che possiamo definire rituali e legati all'intimità domestica.
Vivere nelle tendopoli o in enormi capannoni obbliga a sopportare rumori e odori di ogni tipo, in ogni momento, notti comprese, sottostare alle regole scritte o meno, sovente mutevoli, della convivenza forzata. Sono condizioni di vita che, prima o poi, creano inevitabili attriti o abbassano la soglia di sopportazione della gente... Forse non nei primi giorni successivi all'emergenza, quando lo scampato pericolo accomuna i superstiti, ma in tempi successivi, quando la ragione prende il sopravvento sulle emozioni e cresce la frustrazione legata all'impossibilità di rientrare nella propria abitazione.
Una tenda privata, con cui una famiglia riesce a gestirsi almeno l'incombenza del riparo e protezione dalle intemperie, sgrava di una parte del lavoro i soccorritori. Se non ci sono controindicazioni, la tenda può essere piazzata anche nel comprensiorio delle tendopoli, per essere meno isolati (a meno di essere completamente autosufficienti e possedere un giardino).
Questa soluzione permette una notevole autonomia e, almeno durante la notte o nei momenti di riposo, concorre a ricreare quel clima famigliare cui si era abituati e rendere meno difficile la convivenza negli altri momenti della giornata.

Da indossare e/o infilare in tasca all'uscita di casa:

Note sul pronto soccorso

L'automedicazione ha i suoi limiti, molte persone necessitano di farmaci salvavita o di terapia, pertanto è importante che tutto sia prescritto esclusivamente dal proprio medico curante. Verificare eventuali allergie o potenziali effetti collaterali e selezionare i farmaci utilizzando quelli più appropriati.
Tutti gli articoli dovrebbero essere disposti senza l'imballo in sacchetti impermeabili richiudibili (es. ziploc) con all'interno i fogli illustrativi ed un riepilogo che ne indichi le scadenze.

Uso degli articoli dei Kit da 3 giorni

Sia il kit leggero, sia quello di famiglia da 3 giorni, devono essere a portata di mano; un'emergenza si manifesta senza preavviso e mentre siamo a casa ci costringe ad evacuare. Chiunque si trovi in casa deve essere in grado di prelevare il tutto e portarlo fuori, in auto o in un posto sicuro.
Avere un kit funzionale e non sapere come usarne il contenuto è come non averlo, ecco quindi una serie di suggerimenti per ciascuno degli articoli.
Cibo e acqua devono essere opportunamente razionati nei 3 giorni; se 2 litri possono bastare per l'idratazione, anche 1 litro aiuta, mentre 1/2 litro (nell'emergenza peggiore), in assenza di qualunque tipo di approvvigionamento, permette di rallentare la disidratazione. Se si trovano fonti idriche, nel dubbio, si deve utilizzare la soluzione potabilizzante: in genere una pastiglia/bustina serve per 1 litro ma l'effetto battericida o fungicida non è garantito al 100%, quindi usare solo in caso di estrema necessità o a scopo cautelativo. In casi veramente estremi, l'acqua sospetta, prima di essere potabilizzata, può essere filtrata facendola colare attraverso uno strato di carbone vegetale, sabbia fine e ghiaino, stratificati nell'ordine dal basso verso l'alto dentro una pezzuola di stoffa a trama fitta e bollita.
La coperta serve per evitare la perdita di calore corporeo. Se di colori sgargianti, può essere utilizzata come dispositivo di segnalazione e, indipendentemente dal colore, come elemento ombreggiante per trovare riparo dai raggi solari.
Il poncho di plastica fornito di cappuccio, è un valido impermeabile che riesce a coprire tutto il corpo (compreso lo zaino). Mi è capitato di dover camminare e poi dormire sotto la pioggia battente in montagna, appoggiato ad una roccia e un po' rannicchiato ed il poncho mi ha protetto. Aperto e fissato con cordini, può essere utilizzato come telo tenda per un bivacco.
Gli accendini sono pratici e rapidi per illuminare o accendere qualcosa. Li preferisco ad altri strumenti, tuttavia non disdegno i fiammiferi antivento, che possono essere rivestiti con smalto da unghie trasparente, per impermeabilizzarli ma è comunque necessario avere la striscia abrasiva asciutta. Quando vado in montagna, li conservo dentro un barattolo del Vicks Vaporub, che ne contiene 30. Servono per accendere un fuoco di legna, la candela o come elementi alternativi di segnalazione notturna.
Le luci chimiche si possono accendere se si rimane intrappolati al buio (ci si sente meno soli e si può leggere se si ha con se un libro) o se è necessaria un'attività notturna nell'emergenza. Quando è necessario segnalare la propria presenza di notte, è meglio attivarle e farle roteare in aria solo se si avverte la presenza dei soccorsi. Per farsi luce temporaneamente c'è la torcia a LED, diversamente è meglio utilizzare la candela. Il coltellino, se le lame sono ben affilate, serve come bisturi improvvisato o come semplice taglierino; se poi è del tipo Victorinox, Gerber o Leatherman può togliervi dai pasticci perché contiene forbicine, cacciavite, punzoni, segaccio, lima, ecc.
Il fischietto permette di non sgolarsi per attirare l'attenzione, il suono acuto si percepisce bene e serve poco fiato.
Oltre all'uso consueto, con la carta igienica ci si può anche soffiare il naso o tamponare ferite, asciugare mani e rimuovere sudore e polvere dal viso.
Con le salviettine ci si può dare una pulita sommaria, se sono leggermente antisettiche è possibile limitare i danni da abrasioni o tagli.
Non sottovalutare mai le mascherine antipolvere, quando scendono le macerie o c'è polvere nell'aria, un filtro può evitare seri problemi respiratori. A volte è utile inumidirle.
I sacchetti con chiusura Ziploc possono raccogliere acqua, contenere i rifiuti ma anche le proprie deiezioni. C'è poco da sorridere: se dovete evacuare in un luogo chiuso e angusto con poco ricambio d'aria e dove dovete permanere per un tempo non definito, è meglio raccogliere il proprio prodotto, possibilmente espulso su un foglio di blocco note, e chiuderlo velocemente in un sacchetto ermetico.
Il sapone disinfettante ha senso se ci si può lavare, mentre il cambio di biancheria, abbinato all'uso delle salviette, potrebbe dare un minimo di respiro al corpo e allo spirito.
I farmaci devono essere presi con parsimonia ed a ragion veduta: se le ferite sono profonde magari l'antibiotico ad ampio spettro può contrastare sul nascere una possibile infezione, in caso di reazione allergica il betametasone è ben tollerato e l'antidolorifico può alleviare il dolore da trauma in attesa di ricevere le attenzioni di un medico.
Se si possiede un orologio o un cellulare con sveglia e si è in terapia con salvavita, è meglio predisporre un allarme ripetibile in base all'intervallo di assunzione dei farmaci. Se ci si trova bloccati in luoghi chiusi e al buio, senza la possibilità di verificare l'alternarsi del giorno e della notte, si perde la nozione del tempo e si alternano cicli di veglia e sonno diversi da quelli usuali.
Limitare l'uso del cellulare una volta che si è certi di aver avvisato i soccorsi; dare un appuntamento ed accenderlo solo poco prima; risparmiare batterie durante l'emergenza è essenziale.
Ho insistito sul discorso "scarpe da trekking": se fosse necessario camminare per ore, le scarpette di pelle o i sandali non sono l'ideale. Se si usano solitamente scarpe sportive chiuse, con suola di gomma sagomata, di buona fattura e qualità, si può ovviare all'uso di quelle da trekking. Il cordino da roccia/paracadute è un articolo polivalente: 3 mm garantiscono un carico di rottura di 170/250kg, si può tendere per far asciugare i vestiti, tagliare per ricavarne stringhe o cinture improvvisate, tiranti per teli o tende, si può usare come corda per creare strutture di legno o metallo, ecc.
Un libro oppure i piccoli giochi di società come back-gammon, scacchi, dama, forza-4, servono a dare un senso al tempo che non passa mai ed è inoltre importante impegnare positivamente i bambini.

Possibili casi d'uso del Kit da 3 giorni

Sisma. Non è facile parlare di un evento che non si annuncia e lascia poco tempo di reazione. Parlo a ragion veduta perché ho avuto la fortuna di subire solo quattro sisma nella vita, tutti di media intensità (max 5 Richter), che ci hanno permesso di abbandonare le abitazioni e non hanno lasciato danni permanenti. Se si sopravvive alla scossa di un sisma di grande magnitudo e si deve lasciare l'abitazione, il kit famigliare da 3 giorni o il tubo da 5 giorni potrebbero essere un piccolo aiuto materiale e psicologico.
Quando si è al lavoro o comunque in un luogo non famigliare, a meno di non trovarsi in prossimità di un'uscita d'emergenza che dia su un luogo aperto con possibilità di allontanarsi in modo sicuro dall'edificio, la cosa più rapida da fare è quella di mettersi sotto un tavolo o una scrivania, possibilmente vicino alle gambe di sostegno, oppure in prossimità di mobili solidi o alla peggio vicino ai travi portanti ed attendere la fine dell'evento.
Se i detriti dovessero intrappolarci nel riparo improvvisato, magari per ore o alcuni giorni senza acqua o cibo la situazione diverrebbe critica... E che dire della possibilità di espletare le proprie funzioni fisiologiche senza neppure potersi pulire e contenere in qualche modo quanto espulso soffocando gli effluvi?
In merito a queste situazioni, al limite del grottesco, ricordo ancora i racconti terribili di mio nonno materno, che ha sputato sangue sul Carso e sull'Altopiano di Asiago durante la I Guerra Mondiale.
Forse il fatto di essere sopravvissuto al sisma porta in secondo piano queste cose, eppure mi permetto d'insistere e chiedere di pensare a questi pochi atti quotidiani che facciamo normalmente e che di colpo ci sono preclusi.
Le cose potrebbero in parte cambiare con un Kit leggero d'emergenza da 3 giorni: se c'è polvere, la mascherina filtrante riduce il rischio di problemi respiratori, se si è al buio c'è la luce chimica, la minitorcia a LED o la candela quando serve.
Un minimo d'integrazione alimentare è garantita dalle razioni energetiche non deperibili e dalla scorta d'acqua. I traumi minori ed il dolore possono essere leniti ricorrendo ai farmaci del piccolo pronto soccorso. In una trappola del genere, il kit potrebbe fare la differenza e costituire altresì un notevole supporto psicologico perché privazioni totali ed esistenza isolata in ambienti angusti rendono la vita alquanto difficile.
Blocco improvviso della viabilità (quali ne siano le cause): la cronaca riporta ogni tanto sia di persone rimaste bloccate in strade secondarie a causa di eventi climatici o idrogeologici, sia di trappole congestionanti per automobilisti, dove colonne di veicoli rimangono fermi sotto il sole o al gelo. È capitato che passassero anche 20 ore prima che intervenisse qualcuno a dare supporto logistico o assistenza, con gente privata della possibilità di bere o mangiare. Se hai la coperta in auto ed il Kit leggero d'emergenza da 3 giorni puoi tranquillamente sopportare il disagio fino al ritorno alla normalità.
Nel nostro Paese, a causa di nevicate o dissesti idrogeologici, non solo può esservi il rischio di evacuazione di un'area, ma alcuni centri urbani potrebbero rimanere isolati e le poche scorte alimentari dei negozi locali potrebbero esaurirsi e richiedere il ritorno alla normalità per essere rimpinguate. Chi ha pensato ad una dispensa o al kit d'emergenza familiare da 3 giorni o al tubo da 5 giorni, potrebbe cavarsela meglio.

Un altro kit individuale: il tubo da 5 giorni

Ripensando al kit familiare da 3 giorni, mi sono detto: "se qualcuno vive in aree in cui la mobilità in auto potrebbe essere fortemente compromessa o impossibile per questioni orografiche o contingenti, ma deve evacuare urgentemente la zona, senza contare sull'aiuto della Protezione Civile, un pacco ingombrante con cibo e accessori diventa ingestibile. Mangiare barrette è meglio che niente, ma sicuramente è possibile una soluzione intermedia". L'idea mi è venuta sommando quanto mi hanno trasmesso mia madre e mio papà (sia dai loro racconti di vita, sia durante i nostri giri per boschi e monti), all'osservazione di amici romeni che lavoravano sulle impalcature. I muratori hanno aperto un barattolo di caffè e dentro avevano stipato dei panini e della frutta, cibo che rimaneva così al riparo della polvere. Curiosamente, i barattoli li tenevano impilati dentro un tubo di plastica, fissato dentro il cassone del camion, chiuso con un sacchetto della spesa tenuto fermo con un elastico.

Contenitore per la razione giornaliera

La dimensione utile per contenere razioni d'emergenza per un giorno (per una persona) è un cilindro alto 25 centimetri con diametro 18. Impilando 5 cilindri si arriva ad un'altezza massima di 1,3 metri (considerando che lo spessore dei cerchi, che compongono base e tappo di ogni cilindro, è assorbito dal cilindro stesso).
Siccome la condizione di partenza è la trasportabilità, ed il peso ha la sua parte, non potendo intervenire molto su quello del cibo e dell'acqua, la soluzione è di costruire i cilindri per il cibo con del cartone; rimangono leggeri ed una volta svuotati tornano utili per accendere un fuoco.

La parete laterale di un cilindro ha la base maggiore di 60 cm (considerando un'area di sovrapposizione per incollare o pinzare il cartone) e altezza 25 cm. Il cerchio per la base e per il coperchio possono essere ricavati contestualmente alla sagoma (se c'è abbondanza di cartone), oppure distintamente. La chiusura definitiva può essere effettuata con del nastro da carrozziere o, meglio, colla a caldo.
Una volta riempiti e chiusi i singoli cilindri, s'infilano all'interno di un tubo in PVC da 8 pollici, dallo spessore minimo reperibile in commercio per limitare il peso (vedi figura).

La lunghezza del contenitore può essere ricavata sommando l'esatta altezza di tutti i cilindri che vi saranno inseriti, senza lasciare spazio che possa permettere il movimento del contenuto.
È possibile infilare in testa al tubo, prima di chiuderlo, un piccolo treppiede metallico in grado di sostenere lo scatolame da riscaldare. Ognuno è libero di crearselo a piacere, purché possa sostenere il peso di un barattolo di cibo e non sia eccessivamente alto da terra (massimo 6 cm) da disperdere il calore degli elementi riscaldanti contenuti delle singole razioni.
Il tubo si chiude con due tappi a cuffia 219,1mm x 44,6mm e si piazza una fettuccia larga almeno 5 cm e sufficientemente lunga per fungere da tracolla.

Il contenuto di una razione giornaliera

Quando si parla di emergenza i palati raffinati si devono adattare, soprattutto per quanto concerne il cibo disponibile in un tubo da 5 giorni. Chi ha fatto il servizio di leva ed ha utilizzato le razioni viveri speciali da combattimento (razioni K) sa come potrebbe essere noiosa la solita sbobba, ma è altrettanto vero che aiuta a tirare avanti.
Il problema, nel caso del tubo, potrebbe essere il peso, che per ogni cilindro può aggirarsi sui 3 kg, per un totale di 15 kg (a calare nei giorni perché si mangia).

Acqua   1 litro in bottiglie da 1/2 litro

Cibo Colazione  Latte condensato o tavoletta di cioccolata + 1 compressa di vitamina C
5 Biscotti secchi oppure noci o nocciole sgusciate

Pranzo   Scatoletta di carne da 140gr. Oppure di sgombro, salmone, tonno
Barattolo di crauti oppure di fagioli, piselli, ceci.
1 pacchetto di crackers integrali
Barattolo di frutta in conserva o frutta frullata in vaschette o disidratata

Cena   Barattolo di minestrone di verdure/legumi oppure minestrone con pasta
Scatoletta di sgombro, salmone, tonno. Oppure di carne da 140gr
1 pacchetto di crackers integrali
Barattolo di frutta in conserva o frutta frullata in vaschette o disidratata

  Gli alimenti considerati hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono da prescrizione né da consiglio di un dietologo/nutrizionista. È necessario bilanciare i gruppi alimentari e non tralasciare la verdura e la frutta.
Posate di plastica, tovaglioli di carta, fiammiferi
Foglio di alluminio ripiegato (da usare come parafiamma in caso di vento)
1 o 2 rotoli di carta paraffinata per scaldare il minestrone o le verdure, in funzione delle razioni giornaliere da consumare calde.

Lo zaino, necessario complemento del tubo da 5 giorni

Rispetto ai kit precedenti, il cibo è contenuto nel tubo e lo zaino da 20 litri diventa il contenitore degli articoli accessori e deve essere predisposto in funzione delle necessità individuali.
Presento ora la lista degli oggetti che possono essere utili e che quindi dovrebbero essere trasportati con se.
Divido le sezioni in:

Articoli comuni (divisi tra i componenti della famiglia)
1Attrezzo multiuso che preveda anche un paio di pinze (Leatherman o Gerber tools)
1Apriscatole (solo se scatolette e barattoli non sono a strappo o se il multiuso ne è privo)
2accendini oppure scatole di fiammiferi antivento in contenitori stagni
Salviette umidificate non profumate
Sacchi per rifiuti (utili anche per creare ripari o impermeabili improvvisati)
Carta igienica (2 rotoli compressi, in sacchetti di plastica)
Copia dei documenti di proprietà della casa e auto, dei libretti di risparmio, estratti conto, assicurazioni, carte di identità, ecc. custoditi dentro una busta sottovuoto e sigillata a caldo
Copia di prescrizioni mediche per farmaci salvavita e lenti dentro una busta sottovuoto e sigillata a caldo
1pettine
1saponetta disinfettante antibatterica
1Fischietto per segnalazioni
1matassina da 30 metri di cordino da roccia/paracadute: diametro 3mm
Luci chimiche (12-ore ciascuna)
1Una mappa recente dell'area
2quaderni a quadretti con fogli A4, 2 penne, 1 matita e gomma in busta sottovuoto e sigillata a caldo
Libri, materiale ludico per i bambini.
Radiolina e batterie di scorta per ascoltare le notizie (non serve se si usa il cellulare)
kit   Pronto soccorso di gruppo
1 Scatola di cerotti misti
1 Pacco di compresse di garza
1 Laccio emostatico
1 Rotolo di cerotto di carta anallergico
1 Confezione di benda elastica tubolare a retina
1 Flacone da 1/4 di litro di Amuchina cone sterilizzante, disinfettante o potabilizzante.
2 Scatole di paracetamolo compresse - febbri, dolori (Co-Efferalgan, Moment, ecc.)
2 Scatole betametasone fosfato sodico in compresse (Bentelan) da 1mg
2 Scatole di antibiotico ad ampio spettro (es. ciprofloxacine o altri di sintesi)
2 Scatole di antibiotico da 3 compresse di azitromicine (es: Zitromax 500 mg)
il contenuto del kit di P.S. ha solo un fine illustrativo: non costituisce e non proviene da prescrizione né da consiglio medico - leggere le NOTE SUL PRONTO SOCCORSO.
Articoli personali (inseriti in ogni zainetto)
Articoli per l'igiene femminile e/o dei neonati
Dentifricio e spazzolino da viaggio,
Maschere antipolvere o maschere filtranti
Un cambio completo, comprensivo di: biancheria intima, camicia a maniche lunghe e pantaloni custoditi dentro una busta sottovuoto e sigillata a caldo
Coperta di alluminio
Poncho leggero di plastica
Occhiali di scorta o 5 coppie di lenti a contatto monouso
Scatola a scomparti dei propri farmaci salvavita; chi è abituato a prenderli ha in genere sempre con sé l'apposito contenitore da viaggio con la scorta per una settimana o più.
Torcia frontale a LED e batterie di scorta

Il cibo: da sempre il problema dell'uomo

Isolamento e carenza di rifornimenti possono perdurare nel tempo ed essere legati anche a problemi causati dall'attività dell'uomo (come scioperi ad oltranza dei trasporti, contaminazione delle acque o delle coltivazioni - come accadde eccezionalmente con la fuoriuscita di isotopi radioattivi dalla centrale di Chernobyl e di Fukushima).
Anche il panico di massa genera problemi di scorte alimentari: nel 1990, quando scoppiò la cosiddetta Prima Guerra del Golfo, vi verificò il fenomeno della corsa all'accaparramento: nei supermercati e negozi si vedevano scene poco edificanti in cui ognuno pensava a rastrellare anche prodotti deperibili dal banco frigo o comprava chili di pane e decine di confezioni di pasta. Nelle prime due settimane (ed era un conflitto scoppiato a migliaia di chilometri da noi), interi supermercati rimasero con gli scaffali vuoti e tante persone vivevano nella paura di non avere cibo.
Per contro, uno non può mangiarsi 50 vasetti di yogurt e 5 chili di wurstel, il pane secca se non lo ci conserva nel refrigeratore (se funziona), quindi i cassonetti erano pieni di alimenti andati a male.
Non ho mai sorriso delle sventure di chi si comportava in quel modo, pur non approvando il comportamento irrazionale e tanto meno lo spreco di cibo.
Anche oggi, in un momento d'incertezza economica e lavorativa, qualcuno potrebbe essere indotto a pensare ad un domani in cui il cibo potrebbe scarseggiare e quindi vivere male molti momenti della propria esistenza quotidiana.
Quanto segue potrebbe essere un suggerimento utile per ridimensionare la portata emotiva di queste paure o timori.

L'etica dello scoiattolo: la scorta di cibo e di altri articoli

Se un semplice kit da 3 giorni può essere ritenuto poco rassicurante, è possibile avviare una scorta di prodotti essenziali non deperibili e alimenti a lunga conservazione abbinato ad un piano di rotazione delle derrate, in modo da utilizzare periodicamente quelle in scadenza e rimpinguare gli scaffali di conseguenza.
Intanto facciamoci un'idea generale del consumo medio giornaliero pro-capite di alimenti in Italia (fonte: Osservatorio dei consumi alimentari); i dati sono forniti in grammi di alimento al crudo e al netto degli scarti.

I dati pro-capite/die, integrati lungo il periodo che si ritiene opportuno coprire con una scorta, possono dare un'indicazione di quanto cibo si dovrà acquistare.
È chiaro che si devono prediligere solo cibi a lunga conservazione, quindi secchi, disidratati, inscatolati, in conserva e via dicendo. A meno che non si vogliano uova in polvere, di queste si può fare a meno (se si hanno galline, il problema non si pone, purché si provveda a nutrirle, prevedendo il necessario per il loro sostentamento).
L'elenco che segue indica gli alimenti facilmente reperibili nei negozi e supermercati, che appartengono alle varie classi alimentari, raggruppati secondo il metodo di conservazione più idoneo.

Alimenti conservabili nella loro confezione originale, eventualmente all'interno di scatole di plastica con possibilità di creare il sottovuoto e contenere una sacca di silica-gel per eliminare eventuale umidità. Lo zucchero, farine, cibi disidratati, cacao ecc. sono (anche parzialmente) igroscopici
Farina di grano, Farina di mais
Farina oppure fiocchi di patate
Pasta, Fette biscottate, Crackers, Gallette dolci e salate, Minestroni disidratati
Liofilizzati di manzo e vitello
Mele disidratate
Tè in bustine o foglie
Caffè liofilizzato
Cacao, Sale iodato, Zucchero, Brodo vegetale in polvere
Spezie di varia natura (origano, peperoncino, pepe, eccetera)
Lievito disidratato
Alimenti conservabili su scaffali aperti
Corn flakes, Latte in polvere
Riso sottovuoto, Carne in scatola
Tonno, sgombro e salmone in scatola
Fagioli, ceci e piselli essiccati o inscatolati
Crauti, fagiolini, funghetti, cetrioli, carote, salsa di pomidoro e pelati inscatolati
Formaggini conservabili fuori frigo
Minestroni di verdura o legumi in scatola
Marmellate fatte in casa (Prugne, mele, albicocca, fragole)
Conserve di frutta
Conserve di verdure
Olive in salamoia
Frutta frullata in vaschette
Frutta secca sotto vuoto (noci, nocciole, mandorle, anacardi) Latte UHT in brik da 1/2 litro
Acqua
Succhi di frutta
Olio d'oliva
Miele
Aceto
Pasta d'acciughe in tubetto
Pasta d'olive in tubetto
Mayonnaise in tubetto
Patate (al buio)
Cipolle
Pane insaccato in atmosfera modificata
Alimenti conservabili preferibilmente dentro una gabbietta con una retina antimosche
Stoccafisso o pesce disidratato
Formaggio stagionato (in piccole forme)
Acciughe sotto sale (una volta aperte)
Salumi insaccati (integri)

Si definisce "vita media di scaffale" il periodo nel quale il cibo mantiene la maggiore quantità di fattori nutritivi e sapore. Molti cibi, tuttavia, sono ancora edibili dopo la data si scadenza, sebbene possano aver perso buona parte dei nutrienti (perdita delle vitamine, fenomeni di ossidazione o trasformazione delle proteine, grassi e carboidrati).
Ciò che può rovinare o deteriorare gli alimenti sono l'umidità, l'ossidazione e la presenza d'insetti, muffe, batteri o animali che colonizzano il cibo. La conservazione in contenitori tiene alla larga insetti e animali e la presenza di assorbitori di umidità riduce problemi di aggregazione dei cibi in polvere o disidratati, limitando l'insorgenza di muffe o colonie batteriche.

A questo punto vediamo cos'altro d'essenziale può servire, oltre al cibo, ricordando che alcuni articoli hanno una loro scadenza.

Praticamente senza scadenza o reale compromissione del prodotto
Candele di cera o steariche (luce)
Fiammiferi
Accendini ricaricabili
Ricariche di gas
Sapone
Shampoo
Spazzolini da denti
Carta igienica
Detersivi
Sapone da barba e lamette
Igiene femminile
Igiene dei neonati
Fornello da campo e relative scorte di bombole di gas (cottura cibi/bollitura liquidi)
Legname o carburante per la stufa (calore).
Con scadenza
Dentifricio, Collutorio, Creme/paste lenitive (se d'uso comune)
Farmaci essenziali e prodotti correlati (vedere le precedenti liste e le proprie esigenze)

Maggiore autonomia: la cantina interrata d'emergenza

Si tratta di un sistema storico per la conservazione dei cibi che si usava dalle mie parti nei casolari di campagna e montagna, una cella interrata ad un paio di metri di profondità, in grado di mantenere il contenuto ad una temperatura media attorno ai 17 gradi (o meno) tutto l'anno.
Nei casolari c'èra una spessa porta di legno che permetteva di raggiungere la dispensa interrata, ma se la scorta deve essere "segreta" non la si può utilizzare a piacimento, quindi non deve esserci alcuna porta o botola d'accesso ed è necessario che contenga solo prodotti secchi o a lunghissima conservazione, riposti in contenitori stagni, magari sottovuoto e con il classico pacchetto di silica-gel per ridurre l'umidità.
Questa dispensa non è progettata per resistere alle alluvioni, ma sicuramente è in grado di resistere a molte altre calamità, comprese quelle provocate dall'uomo.
Chi abita fuori città ed ha un po' di terreno pertinente la propria abitazione, oltre alla scorta di cibo domestica, può trovare conveniente conservare cibo e acqua in questo modo, ma solo nel caso si profili all'orizzonte un periodo realmente cupo, diversamente non ha senso scavare trincee in un orto, effettuare un accurato lavoro di mimetismo per poi dover dissotterrare alimenti e oggetti dopo un paio d'anni per evitare che scadano o per effettuare una rotazione.

Cosa conservare (per 3/4 anni)

Pasta (sottovuoto)Grano (ben asciutto e sottovuoto)Riso (sottovuoto)
Mais in grani (ben secchi)Fagioli, piselli e fave seccheVerdure disidratate
Conserve di verdureMinestre disidratateConserve di pomidoro
Scatolette di carneScatolette di tonno, sgombroAcciughe sotto sale inscatolate
MieleConserve di fruttaZucchero
Sale iodatoFornello, stoviglieBombole di gas

Elementi costruttivi

Se il terreno a disposizione è sufficiente, basta scavare una buca profonda due metri e con il perimetro pari a quello di un pallet, badando di lasciare almeno una ventina di centimetri per ogni lato, utili alle opere di drenaggio e rincalzo dei teli di copertura.
Una volta scavata la buca è sufficiente posarvi un bel telo di plastica spessa che non presenti fori o tagli.
Il telo deve essere ampio da fasciare le pareti della buca ed uscire per almeno altri 50 centimetri per lato.
Si inserisce quindi una pallet per formare la base della dispensa interrata, poi si montano le 4 pareti laterali, fissandole con delle staffe a L di alluminio anodizzato e viti da legno.
Le pareti laterali possono essere ricavate da altre pallet, che garantiscono, tra l'altro, una certa distanza tra il rivestimento di plastica e quello che sarà il contenuto della dispensa. Anche le pareti devono essere fissate tra loro, a livello degli spigoli, con staffe a L e viti.
La semplice illustrazione mostra la buca con il telo di plastica e la struttura lignea della dispensa.

Quando la struttura è salda, si risvolta il telo di plastica verso l'interno della cassa, tirandolo bene e si procede ad inserire le derrate (contenitori di plastica sigillati con una busta di silica-gel).
Il disegno esplicita l'operazione di risvolto del telo di plastica.

Dopo l'inserimento delle derrate alimentari si deve coibentare ulteriormente la sommità della dispensa con uno strato di giornali di circa 4 o 5 centimetri e si posa un coperchio formato da un ultimo pallet. Si procede a creare una cuffia con un telo di plastica più robusto. Il telo deve essere legato ai lati con giri di cordino e quest'ultimo sigillato con il "nastro telato argentato" largo 5-8 centimetri, un prodotto adesivo estremamente resistente.
È necessario attendere che il nastro faccia presa prima di coprire la buca.

L'operazione di riempimento dev'essere condotta con calma, senza bucare o tagliare il telo di protezione laterale; la terra deve essere compressa e compattata per non creare eccessivi assestamenti superficiali che possano mostrare un perimetro di qualcosa interrato. Al termine si copre la sommità e si compatta bene il tutto.
Per una buona protezione, è necessario che tra il telo e il suolo calpestabile vi siano circa 50cm di terra ben compressa. Per le prime settimane sarà necessario verificare e apportare nuova terra, nel caso vi siano assestamenti.
Seminare erba o piante con radici superficiali per mascherare il tutto.
Questa struttura potrebbe rivelarsi preziosa nelle emergenze estreme ed è anche possibile prevedere altri articoli da interrare, come vestiti, attrezzi da lavoro, sementi o altre cose che possano venire in mente.
Possono quindi essere approntati più depositi, in luoghi diversi, di varia cubatura e contenuto. La profondità di scavo può variare, anche per rendere insensibili i metal detector, che potrebbero rivelare la presenza di oggetti metallici, come lo scatolame, il fornello o l'eventuale pentolame.

Sopravvivere per periodi lunghi

Fin qui mi sono limitato parlare di eventi che hanno una durata limitata nel tempo ed ho considerato alimenti che tutto sommato molte famiglie consumano già per necessità, ossia quando hanno poco tempo da dedicare alla cucina e fanno largo uso di alimenti in scatola, liofilizzati e precotti.
La dieta di molti non cambierebbe drasticamente, diverrebbe monotona ma senza troppi scossoni alle abitudini quotidiane.
Le cose cambiano in caso di una guerra o disastri a livello nazionale: a questo punto potrebbe essere necessario accontentarsi di ancor meno, una volta finiti i cibi in scatola delle dispense o delle cantine interrate d'emergenza.
Se l'unica necessità è sopravvivere, della pasta fatta in casa e di una bistecca rimarrebbe solo il ricordo. Le proteine animali potrebbero divenire un lusso di chi possiede animali da cortile o bestiame, ammesso che possa alimentarli: sebbene meno nobili, si può ricorrere alle proteine vegetali, che sono anche conservabili, abbinate ai carboidrati e piccoli apporti di grassi vegetali.
Grosse quantità di grano, mais, legumi secchi e sale sono economici e hanno una conservazione pressoché illimitata. Se necessario, si potrebbe sopravvivere per anni, contando su piccole quantità giornaliere di questi alimenti. I semi si possono far germogliare in ambiente umido per migliorarne la digeribilità ed avere così qualcosa che assomigli alle verdure fresche.
Nell'elenco sotto indicato, si possono anche includere alcuni chili di semi di crescione, lattuga o altre verdure a foglia, da far germogliare e consumare quando spuntano le prime due coppie di foglioline.
L'olio, anche se potrebbe assumere un gusto leggermente forte, può durare anche un paio d'anni, qualcosa in più se si riesce a conservarlo in atmosfera modificata con azoto.
Sopravvivere per lunghi periodi si riduce a mettere da parte le seguenti quantità per persona, per mese:

  1. In tolle con atmosfera modificata con azoto. Considerare le esigenze dei neonati. Latte anche per intolleranti al lattosio.
  2. Rotazione biennale; è termolabile e fotolabile quindi ha una vita media di scaffale limitata.
  3. È possibile vivere con meno calorie giornaliere, in questo caso o si riduce la scorta o aumenta di conseguenza la durata della scorta.

È implicito che quanto sopra presuppone l'esistenza di un luogo riparato, di qualunque genere, dove poter conservare, cuocere e consumare il cibo, diversamente il discorso diventa irrilevante.

Conservazione delle derrate alimentari e preparazione di un pasto

Si deve conservare olio, frumento, mais e legumi secchi in scatole di plastica sigillate, contenenti una sacca si silica-gel. L'atmosfera modificata con azoto allunga la vita media di scaffale del latte in polvere. Sale, Zucchero, spezie e vitamina C devono rimanere nella loro confezione originale, ma all'interno delle scatole di plastica.
Tutte queste derrate faranno parte del menu quotidiano perché si completano a vicenda, quindi andranno mangiate in combinazione per mantenersi in buona salute, nei limiti imposti dalla situazione.
Resta inteso che è possibile macinare grano e mais prima di cuocerli, così come si devono ammollare i legumi. È quindi possibile reperire un piccolo mulino a manovella se non si è abituati a mangiare le minestre di grano e mais interi.
È necessario consumare almeno un pasto bilanciato al giorno ed assumere adeguate quantità di liquidi (circa 2 litri), integrando l'eventuale carenza di vitamina C.

Possibili (ma non uniche) combinazioni per bilanciare i pasti:

Acqua, un bene indispensabile

Un uomo sano e di media corporatura, dal peso di 70 kg, possiede un patrimonio energetico sotto forma di grasso sufficiente a mantenerlo in vita per venti o anche per trenta giorni di digiuno completo, anche se a prezzo di gravi squilibri.
Il corpo umano di solito non può sopravvivere oltre i 6 giorni senza bere e spesso si verificano, entro 3 giorni, sintomi di disidratazione, una condizione che, tra 10% ed il 22%, può risultare fatale.
Si perdono liquidi urinando e nei processi traspirativi in ragione di circa 2 litri al giorno ed il reintegro è garantito bevendo o alimentandosi con cibi contenenti liquidi.
Gli effetti della disidratazione sono drammatici: sete e sete intense, sonnolenza, nausea, apatia, disturbi del comportamento, respiro affannoso, vertigini, delirio e infine la morte.

Approvvigionamento famigliare per le emergenze

A corollario di questa sezione, invito a leggere i suggerimenti indicati nella sezione [Bushcraft], articolo [Acqua e metodi di trattamento], per completare il quadro relativo a questo argomento

Se si possiede una scorta di cibi secchi ma non dell'acqua è come avere una scatoletta di carne senza apriscatole.
Chi vive nei pressi di fiumi, laghi o torrenti non è per forza di cose privilegiato. In caso di disastri naturali o provocati dall'uomo non esiste fonte che possa dirsi sicura dal punto di vista del consumo idrico. I problemi più comuni sono l'avvelenamento, la febbre tifoide, la dissenteria e forme di epatite.
I processi di purificazione non garantiscono l'eliminazione completa dei contaminanti. L'unico modo per garantire una fornitura sicura d'acqua è di conservarne una scorta prima che si verifichi la catastrofe.
Il problema della quantità nella scorta non è facile da risolvere, ad ogni modo il minimo è 2 litri al giorno a persona d'acqua "sicura da bere". Per uso alimentare o altro si dovrà ricorrere a combinazioni di filtraggio meccanico e chimico, abbinati alla bollitura.
Una scorta porta con se il problema della rotazione, che dipende dalla qualità, dalla temperatura a cui si conserva e dall'esposizione alla luce che ha subito. Molti produttori imprimono una data di scadenza sulle bottiglie. Al di la della scadenza, se conservate per lunghi periodi, molte acque assumono sapori neutri o gusti strani.
A meno che non presentino sospensioni o alghe, è sufficiente ossigenare l'acqua travasandola almeno tre volte da un contenitore ad un altro.
I contenitori di polietilene sono permeabili ai vapori di idrocarburi, pertanto è necessario tenerli lontani da scorte di benzina, cherosene, gasolio, insetticida e sostanze simili.

Spillare acqua da ogni dove

Boiler elettrico

Qualora sia possibile accedere all'abitazione, si deve spegnere il boiler e chiudere la mandata. Una volta raffreddata, è possibile utilizzare il contenuto per bere o cucinare.

Condotte idriche di casa

In una casa a due piani è possibile che vi sia ancora dell'acqua residua nei tubi. Per evitare contaminazioni si deve chiudere la saracinesca principale, aprire il rubinetto al livello più basso con il raccoglitore già piazzato e poi aprire anche il rubinetto al livello più alto per agevolare il regolare deflusso dell'acqua.
Nel mio caso, con una casetta su due piani, ho recuperato circa 6 litri.

Cisterna del cesso (sciacquone)

Contiene in media 10 litri. A meno che la cisterna non sia sempre linda, è meglio trattare chimicamente l'acqua, prima di utilizzarla.

Piscine

Quello che si recupera, è utile solo per uso sanitario. L'uso alimentare può provocare seri danni alla salute.

Pozzi, sorgenti, laghi e dighe

Se non ci sono state alluvioni e non c'è presenza di carogne o cadaveri, l'acqua è fruibile previa filtratura e bollitura.
Seguire i suggerimenti indicati nella sezione [Bushcraft], articolo [Acqua e metodi di trattamento].

Acqua di condensazione - Purificare, decontaminare e distillare

Leggere i suggerimenti tecnici indicati nella sezione [Bushcraft], articolo [Acqua e metodi di trattamento].


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