Trappole
corretto il 17.04.2014

AVVISO: alcune delle trappole qui descritte possono rivelarsi estremamente pericolose e letali anche per chi le costruisce, se svolge il lavoro con superficialità o si trova nel loro raggio d'azione. Chiunque voglia cimentarsi nella costruzione di trappole lo fa sotto la propria responsabilità e risponde penalmente dei danni che questi strumenti possono provocare a terze persone o cose. Lo scrivente non si assume responsabilità civili e penali sull'uso improprio dei contenuti di questa pagina o eventuali malfunzionamenti.
La caccia di animali selvatici è regolata dalle Leggi dello Stato e l'uccisione o la predazione fine a se stessa, senza una reale necessità, è pratica da evitare perché compromette l'equilibrio naturale. Gli animali cacciati devono essere soppressi il più rapidamente possibile, riducendo al minimo la loro sofferenza.

Trappola a caduta con figura a 4

La figura a 4 è un meccanismo di scatto utilizzato per abbattere un peso sopra una preda e ucciderla per compressione/soffocamento. I tipo di peso utilizzabile varia in base alla disponibilità in loco, ma anche alla dimensione degli animali cacciabili.
È necessario che la massa sia tale da uccidere immediatamentre la preda, in modo da infliggere la minore sofferenza possibile.


forma e dimensioni dei 3 bastoni per la figura a 4

La figura a 4 si costruisce con tre semplici bastoni, muniti di opportune incisioni che permettano loro di incastrarsi in modo lasco e l'elemento portante (la gamba del 4) non va conficcato nel terreno. Di fatto, le tacche mantengono solidale la figura a 4 solo quando i bastoni sono in tensione, ossia il peso grava sull'assicella inclinata del 4.
La dimensione degli elementi lignei costitutivi è funzione del peso del sasso o del tronco, pertanto non si possono dare indicazioni assolute. In genere, i due elementi perpendicolari tra loro hanno lunghezza identica, mentre lo spezzone diagonale che tiene il grave è circa una volta e mezza o due più lungo.
L'esca va posta sulla punta dell'asse orizzontale della figura, inserita in modo che l'animale debba fare un po' di lavoro sul meccanismo di scatto per poter mangiare.
Il masso o il tronco deve avere una base d'appoggio larga, per evitare che cada a destra o a sinistra una volta armata la trappola.


schema realizzativo della trappola a caduta

Suggerisco di fare molta pratica a tavolino nel realizzare il meccanismo di scatto a forma di 4, perché richiede piccole tolleranze e angoli di taglio molto precisi per la sua costruzione, diversamente scatterà sempre, impedendo la posa della pietra o del tronco, oppure non scatterà per nulla quando la preda tenterà di addentare l'esca.

Trappola Paiute

Questo modello è simile alla figura a 4, ma sfrutta del cordino ed un bastone esca come elementi di scatto ed ha il vantaggio di essere più facile da predisporre, rispetto al meccanismo a 4.
Assicura un capo di un cordino ad un'estremità del bastone diagonale e lega l'altro capo ad un bastoncino ci circa 5 centimetri con diametro identico a quello del ramo che deve reggere l'esca. Questo bastoncino da 5 centimetri rappresenta la sicura della trappola.
Fai una mezza volta attorno al paletto verticale in modo che il bastoncino di sicura si collochi ad angolo retto con esso. Piazza il bastone diagonale in modo che blocchi la lastra o il tronco, quindi fai in modo che il bastone con l'esca punti con un'estremità il grave e con l'altra blocchi il bastoncino di sicura.
Il bastone verticale non va conficcato nel terreno; quando la trappola scatta, o viene lanciato all'esterno o rimane sotto il masso.
Il masso o il tronco deve avere una base d'appoggio larga, per evitare che cada a destra o a sinistra una volta armata la trappola.
Vedi l'immagine di dettaglio per ogni chiarimento sulla realizzazione della trappola.


schema realizzativo della trappola Paiute

Se per qualche ragione la trappola scatta da sola, per una maggiore tenuta del meccanismo di scatto è possibile fare in modo che la mezza volta attorno al paletto verticale abbracci anche il bastone dell'esca, proprio come si nota nel disegno.
Quando la preda muove il bastone con l'esca, libera il bastoncino di sicura che vi faceva leva. Il cordino si svincola dal palo verticale e l'astina inclinata libera il peso, che si abbatte sull'animale.

Trappola ad arco

La trappola ad arco è una sorta di balista primitiva ed è considerata l'arma più letale e pericolosa in assoluto, sia per gli animali, sia per l'uomo, quindi stai molto attento a come e dove la realizzi.
Per costruire la trappola, devi prima fare un arco, che può essere composto da un fascio di rami flessibili o lamine di canne di bambù ben secco secco, saldamente legati, o ancora, un ramo flessibile con diametro di 4 centimetri rastremato alle estremità per modellare i flettenti.
L'arco deve essere lungo tra 150 e 200 cm, in base alla qualità del materiale reperibile. Ricordo solo che il Tasso (Taxus Baccata), il legno migliore per ricavare archi ricurvi, è un'essenza forestale protetta e si rischiano ammende pesanti se lo si utilizza senza permesso.
Non pretendere di realizzare un oggetto pregiato, diversamente impiegherai giorni per lavorare il legno: l'arco improvvisato, il più delle volte, sarà di materiale verde e manterrà le sue qualità elastiche per poco tempo.
Realizzato l'arco, pianta due pali robusti che serviranno da fulcro per i flettenti, e legagli saldamente l'arco, dopo averlo armato con la corda di tensione.
La legatura dell'arco ai pali di sostegno andrà eseguita in modo che la freccia, una volta incoccata, sia puntata all'altezza della potenziale preda.
Poichè questa macchina richiede tempo per la realizzazione, è suggerita per animali di grossa taglia, come i cinghiali che sono abitudinari e sfruttano quasi sempre le vie che si sono aperti durante le loro scorribande.
In alternativa, si deve individuare un percorso selettivo che porti ad una fonte d'acqua; anche in questo caso si trovano tracce marcate ed evidenti del passaggio degli animali.
Manda in trazione l'arco e verifica il punto massimo di tensione: segna il punto sul terreno e pianta due pali distanti circa 30 o 40 centimetri tra loro, su cui sarà piazzato il meccanismo di scatto, come indicato nella figura.


schema realizzativo della trappola ad arco

Prepara una freccia, lavorando un succhione di Viburno, oppure quello che trovi. Puoi irrobustire la punta di questa freccia improvvisata sul fuoco. Leviga bene il dardo, in modo che sia liscio al tatto, dato che i nodi possono deviare la freccia scoccata.
La base della freccia dovrà avere un recesso in cui incastrare il cavo, in questo modo la freccia rimarrà ferma una volta almato l'arco.
Poiché la corsa del dardo sarà di un paio di metri al massimo, non serve il piumaggio, che in genere stabilizza il volo e fa ruotare la freccia per stabilizzarla.
Prepara un bastone lungo 50 centimetri con diametro di 3 cm che sarà posto orizzontalmente tra i due paletti piantati in precedenza e che reggerà il meccanismo di scatto. Occorre quindi il grilletto, un pastone di 15 centimetri su cui devi incidere una recesso semilunare che andrà accavallato al precedente palo di sostegno. Serve infine un bastoncino a forcella, cui legare il cavo d'intercettazione della preda. Questo legnetto sarà il sistema di rilascio del grilletto. L'asta della forcella dovrà essere bloccata da un paletto di legno, in modo che blocchi il grilletto una volta che l'arco sarà armato.
Il disegno mostra in modo esplicito come combinare gli elementi una volta che l'arco è armato.


particolare del meccanismo di scatto

Occorre tendere bene il cordino d'intercettazione lungo il percorso della preda, e devi farlo prima di armare la macchina, in modo da piazzare la forcella stando in posizione di sicurezza, ossia dalla parte opposta della punta della freccia.
Al limite ruota la forcella in modo da recuperare un po' di cordino, se questo risultasse troppo lasco.
AVVISO: questa è una trappola letale con scatto estremamente sensibile. Avvicinati sempre da dietro e con estrema attenzione.

Asta arpionata

Questa macchina a scatto è originaria delle aree umide dell'Asia ed è nata per la caccia ai maiali selvatici. Alcune sue varianti geometriche sono state sperimentate a danno dell'esercito americano durante la Guerra del Vietnam.
Per costruire l'asta arpionata, scegli un palo flessibile e rastremato lungo circa due metri e mezzo. Alla parte più sottile, lega fermamente ad angolo retto un legno appuntito, lungo circa 30 centimetri. La parte più larga dell'asta assicurala con decine di giri di corda ad un albero che si trovi lungo il percorso abituale delle prede (alcuni animali sono abitudinari e seguono delle piste, evidenti a causa della vegetazione schiacciata).
L'asta arpionata a riposo dovrà presentare lo spuntone appuntito a metà dell'altezza al garrese della possibile preda.
Se non c'è un secondo albero nelle vicinanze, pianta un robusto palo (palo di tensione) di circa due metri ad una distanza tale da garantire la corsa dell'asta arpionata per un angolo di quarantacinque/sessanta gradi: fai una prova mandando il tensione l'asta flessibile.
Lega un cordino lungo mezzo metro al palo di tensione fissando al corrente un robusto bastoncino rastremato di dieci centimetri, che abbia almeno un centimetro di diametro; questo rappresenta la sicura del meccanismo di scatto.
Dall'albero a cui è legata l'asta arpionata, tendi un cordino d'intercettazione a pochi centimetri dal suolo, in direzione del palo di tensione e lega il corrente ad un altro bastoncino, lungo come il precedente; questo rappresenta il grilletto del meccanismo di scatto.
Crea un anello di viticci o altro materiale idoneo allo scopo. Questo rappresenta la sicura.
Predisponi un altro robusto bastoncino rastremato di trenta centimetri, con diametro di almeno un centimetro, che servirà come fermo per l'asta in tensione. Manda in tensione l'asta e fissa i componenti del meccanismo di scatto come indicato in figura.


schema realizzativo dell'asta arpionata. A sinistra il posizionamento, a destra, l'esploso del meccanismo di scatto

Come l'animale passa lungo il sentiero e tira il cordino d'intercettazione, il bastoncino che rappresenta il grilletto sfila l'anello di sicura che rilascerà i due bastoncini rastremati che tenevano bloccata l'asta arpionata. L'effetto frusta che si ottiene è in grado d'inchiodare la preda all'albero.
AVVISO: questa è una trappola letale con scatto estremamente sensibile. Avvicinati sempre con estrema attenzione, dal lato opposto alla direzione di scatto dell'asta acuminata.

Asta arpionata orizzontale

Questa macchina a scatto, simile alla precedente asta arpionata, ma con sviluppo orizzontale, è anch'essa originaria delle aree umide dell'Asia e idonea alla caccia di animali di taglia media. Si tratta di una delle varianti geometriche di cui ho accennato, sperimentate a danno dell'esercito americano durante la Guerra del Vietnam.
Per costruire l'asta arpionata, scegli un palo flessibile e rastremato lungo circa due metri e mezzo. Alla parte più sottile, lega fermamente ad angolo retto un legno appuntito, lungo circa 30 centimetri. La parte più larga dell'asta assicurala ad una struttura a 4 pali disposti a croce tramite una legatura incrociata che ne eviti la fuoriuscita al momento dello scatto. La struttura portante dovrà essere edificata lungo il percorso abituale delle prede (alcuni animali sono abitudinari e seguono delle piste, evidenti a causa della vegetazione schiacciata).
L'asta arpionata a riposo dovrà presentare lo spuntone appuntito a metà dell'altezza al garrese della possibile preda.
Se non c'è un secondo albero nelle vicinanze a cui legare il meccanismo di sicura della trappola, pianta un robusto palo ad una distanza tale da garantire la corsa dell'asta arpionata per un angolo di quarantacinque/sessanta gradi: fai una prova mandando il tensione l'asta flessibile.
Di fronte a questo palo, alla distanza di un paio di metri, se non c'è un alberello idoneo allo scopo, fissa un secondo palo, identico al precedente.
Lega ora un ramo di legno al primo palo (ramo di ritenzione) disponendolo a 90 gradi, in modo che punti verso il secondo paletto.
Lega un cordino sempre al primo palo, fissando al corrente un robusto bastoncino lungo 20 centimetri, che abbia almeno un centimetro di diametro; questo rappresenta il meccanismo di scatto.
Dal secondo palo (o albero) tendi un cordino d'intercettazione a pochi centimetri dal suolo, in direzione del ramo di ritenzione e lega il corrente un anello di viticci o altro materiale idoneo allo scopo. Questo rappresenta la sicura.
Infila l'anello nel ramo di ritenzione, quindi arma l'asta arpionata e fissa i componenti del meccanismo di scatto come indicato in figura.


schema realizzativo: a destra il posizionamento, a sinistra, l'ingrandimento del meccanismo di scatto

Come l'animale passa lungo il sentiero e tira il cordino d'intercettazione, l'anello che rappresenta la sicura rilascerà il bastoncino che teneva bloccata l'asta arpionata. L'effetto frusta che si ottiene è in grado di far penetrare la punta di legno nel corpo dell'animale.
AVVISO: questa è una trappola letale con scatto estremamente sensibile. Avvicinati sempre con estrema attenzione, dal lato opposto alla direzione di scatto dell'asta acuminata.

Trappola a bottiglia

La trappola a bottiglia è un semplice espediente per catturare roditori o piccoli animali.
Scava una buca profonda tra 30 e 45 centimetri, badando che il fondo sia più ampio dell'imboccatura, in modo che le pareti siano inclinate. L'imboccatura deve essere più piccola possibile, compatibilmente con la dimensione dell'animale da predare e lo spazio di lavoro per lo scavo.
Metti un po' di paglia sul foro e poni un pezzo i corteccia, oppure un asse di legno o ancora una pietra larga sopra la buca, sopraelevandola con piccole pietre o altri pezzi di legno. La copertura deve elevarsi di 2,5 - 5 centimetri dal suolo.


schema della trappola a bottiglia

Gli animaletti tendono a frequentare luoghi coperti per sfuggire ai predatori, anche semplicemente durante i loro spostamenti alla ricerca di cibo. Nel caso, possono cadere nella buca e non riusciranno ad uscirne a causa delle pareti inclinate.
Occorre cautela quando si verifica il contenuto della trappola perché i luoghi protetti sono anche un eccellente posto in cui vanno a rifugiarsi i rettili, come serpi o vipere.

Trappola a cappio

Si tratta di un classico espediente per catturare piccoli animali, sfruttando un nodo scorsoio sotteso ad un ramo elastico, tenuto in trazione con un semplice meccanismo a scatto simile alla figura a 4, vista in precedenza.
Il cappio deve essere realizzato con un cordino in grado di reggere a strappo il peso della preda che s'intende catturare ed il ramo di tensione dovrà essere elastico e robusto quanto basta da non rompersi se l'animale tenta di divincolarsi.
Questa trappola può essere sistemata ovunque, dato che il meccanismo di scatto è azionato dal tentativo dell'animale di mangiare l'esca.


schema della trappola a cappio

Invece di legare il meccanismo di scatto al rampo di tensione (ad esempio per mancanza di cordame), è possibile conficcarlo saldamente nel terreno, in modo che non sia strappato dalla forza di trazione quando si tende il cappio e si arma la trappola.
Lo scatto e relativa esca dovranno essere posizionati all'altezza della bocca della potenziale preda, quindi la trappola diventa specifica in base al tipo di animale che s'intende catturare.
Non ha senso posizionare l'esca a 60 centimetri dal suolo se si vuole catturare un tasso, ad esempio.
Alcuni animali possono essere (giustamente) molto aggressivi se sopravvivono alla cattura, ovvero non sono presi per il collo e non soffocano, specie se nel laccio finiscono cinghiali o predatori che non riescono a liberarsi.
Adoperare cautela quando si verifica la trappola.


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